Giulia Cecchettin e il sogno di diventare illustratrice: ecco come la ricordano alla scuola di Comics

Reggio Emilia, la direttrice Jessica Ferreri racconta: “Aveva un’urgenza di disegnare e di esprimersi...”. La ragazza ha avuto appena il tempo di frequentare una manciata di lezioni

Uno dei disegni di Giulia Cecchettin (nella foto piccola, la ragazza)

Uno dei disegni di Giulia Cecchettin (nella foto piccola, la ragazza)

Reggio Emilia, 22 novembre 2023 – “Abbiamo in programma un’iniziativa legata al disegno per ricordare Giulia Cecchettin e per onorare il suo nome”. Ha la voce rotta dalla commozione Jessica Ferreri, direttrice di R2 Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, dove da un mese stava studiando disegno la ragazza uccisa dal fidanzato.

Ha avuto appena il tempo di frequentare una manciata di lezioni – il lunedì e il mercoledì - del corso triennale di disegno, che sognava da tempo, prima di essere uccisa. “Anche se non fosse stata un’allieva della mia scuola ma un’altra giovane ragazza, solo Giulia che si stava per laureare, sarei stata male allo stesso modo perché quello che le è capitato è qualcosa di ingiusto, inaccettabile, impensabile”, aggiunge la direttrice Ferreri.

“A Reggio Emilia c’è stata la ‘Passeggiata Arrabbiata’ organizzata dall’associazione Non Una di Meno, a cui abbiamo partecipato. Il 25 novembre anche nella nostra città ci sarà un altro corteo contro la violenza sulle donne, al quale parteciperemo senz’altro”.

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Anche i compagni di Giulia, che era “iscritta da ottobre al primo anno della nostra scuola e aveva appena iniziato a frequentare i corsi”, l’hanno voluta ricordare lunedì scorso, quando la ragazza sarebbe dovuta essere in aula assieme ai suoi compagni. “Abbiamo preso un lungo momento per ricordarla – spiega la direttrice - : nella sua classe di Giulia si sono riuniti tutti i suoi compagni e tutti gli studenti presenti in quell’orario. Ho parlato a tutti i miei allievi, l’abbiamo ricordata e abbiamo colto l’occasione anche per riflettere sulle violenze di genere e su questi femminicidi che accadono, ma si spera avvengano sempre meno di frequente”.

Quella di Giulia per il disegno “era una vera passione”, ricorda la direttrice di R2 Scuola Internazionale di Comics. Il suo profilo Instragram era pieno di disegni, fumetti e sketch. “A scuola era appena arrivata e stava facendo soprattutto degli studi sulla prospettiva e sull’anatomia umana. Non aveva mai mancato una lezione, anche se faceva un bel viaggio per venire da noi, da Venezia a Reggio Emilia per le lezioni due volte alla settimana”.

“Nel colloquio di ammissione – prosegue la direttrice – mi aveva spiegato che stava per finire Ingegneria però il suo grande desiderio era quello di diventare illustratrice. Aveva un’urgenza di disegnare e di esprimersi, era qualcosa che lei sentiva moltissimo”. Purtroppo però Giulia non ne ha avuto il tempo.