Sesso con la 14enne, educatore Cl in cella da una settimana. E la procura ha chiesto di ascoltare la ragazzina

L’ex prof di religione di 52 anni si trova ancora in carcere in attesa della decisione del gip sui domiciliari. La procura vuole un incidente probatorio per chiarire l’ inferiorità psicologica della minore nel rapporto

A sinistra l’avvocato difensore dell’indagato, Liborio Cataliotti, che ha richiesto per lui (Andrea Davoli, a destra) gli arresti domiciliari; in mezzo le scritte comparse ieri sull’episodio al Meeting di Cielle di Rimini

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Reggio Emilia, 26 agosto 2023 – Andrea Davoli, l’educatore reggiano di Cielle di 52 anni e professore di religione in diversi istituti superiori della città, si trova nel carcere di Pordenone da una settimana. È accusato di violenza sessuale nei confronti di una 14enne reggiana, che gli era stata affidata dai genitori: il primo rapporto sessuale completo fra loro sarebbe avvenuto durante un ritiro di preghiera a Viserbella, nell’aprile scorso. I rapporti sarebbero poi proseguiti fino a fine maggio, quando la sorella dell’adolescente ha trovato delle chat scabrose nel suo telefono; da lì la denuncia dei familiari della giovane ai carabinieri, che ha dato l’avvio all’inchiesta.

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Sesso con una 14enne, sequestrati telefonino e pc dell’educatore di Cl

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Mentre ancora si attende la decisione del gip (le carte dalla procura di Rimini sono passate per competenza territoriale a quella di Reggio) sulla richiesta di arresti domiciliari per Davoli avanzata dall’avvocato difensore, il pm reggiano titolare del fascicolo ha chiesto un incidente probatorio per ascoltare in audizione protetta la giovane, raccogliendo la sua versione dei fatti, e anche una perizia sulla sua presunta inferiorità psicologica al momento dei fatti. Anche su questo punto la decisione è nelle mani del giudice di Reggio, Silvia Guareschi, che a ore dovrebbe sciogliere la sua riserva.

Nel lungo interrogatorio di garanzia di Davoli, che si è tenuto mercoledì nel carcere di Pordenone, infatti, l’uomo a sua difesa avrebbe detto che "è sempre stata la 14enne a prendere l’iniziativa", che fossero "rapporti consenzienti" e di aver "ceduto dopo 15 anni di castità". Non solo, avrebbe anche sottolineato come gran parte dei rapporti sessuali non siano avvenuti dopo momenti di preghiera, come ricostruito dall’accusa.

Parole "deliranti e infamanti" che hanno suscitato lo sdegno della famiglia della 14enne. "Dichiarazioni di questo tenore – mosse nei confronti di una ragazzina da parte di un uomo adulto, per di più con un ruolo educativo – devono far riflettere. Purtroppo in reati di questo genere è sempre più ricorrente la tendenza a confondere le vittime con gli aggressori", hanno fatto sapere tramite il loro legale.

L’educatore era infatti un membro dei ’memores domini’ di Comunione e Liberazione e aveva fatto voto di castità. In una intercettazione telefonica, alle richieste di spiegazione del padre della 14enne, che gli chiedeva conto di quelli che a suo avviso erano veri e propri "stupri", Davoli aveva invece risposto: "Sono malato, devo farmi curare".

Il caso di Davoli continua però a far discutere. Ieri infatti verso le 14 nella zona della stazione di Rimini, nel giorno in cui al Meeting di Cl era ospite Sergio Mattarella, alle fermate dei bus e non solo, sono apparse varie scritte vandaliche che attaccavano Cl. Frasi ingiuriose contro il movimento con espliciti riferimenti alle accuse mosse al reggiano. Gli agenti della Digos sono poi riusciti a rintracciare il vandalo. È un riminese di 50 anni, già noto alle forze dell’ordine per episodi simili: è stato denunciato per imbrattamento.