"Vi presento il cane robot": ecco a cosa serve la tecnologia del futuro

ll riminese Michele Focchi: "Da utilizzare quando l’uomo non può essere presente per motivi di sicurezza, ad esempio all’indomani di catastrofi naturali"

Rimini, 1 gennaio 2024 – Michele Focchi, il riminese della robotica applicata ai cyber quadrupedi. Ha 43 anni e una lunga esperienza come ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, poi, dal 2021, docente di Robotica all’Università di Trento. Applicare la robotica per Focchi non è un sogno. Non a caso, a marzo, al Palacongressi, si terrà l’European Robotics Forum, organizzato da Lorenzo Marconi con Cristian Secchi come programme-chair, e Focchi è stato chiamato dal prof Giovanni Berselli per organizzare una corsa di cani robot a cui parteciperanno diversi team di laboratori internazionali.

Michele Focchi con il suo cane robot
Michele Focchi con il suo cane robot

Dottor Focchi, come funziona la corsa?

"Ci sono due percorsi, in uno il cyber quadrupede deve entrare all’interno di un labirinto e uscirne mentre esplora autonomamente cercando degli oggetti. Invece per il percorso a ostacoli il cane è pilotato da un teleoperatore che lo comanda, ma il robot deve essere in grado di gestire in maniera autonoma ostacoli di diverse difficoltà".

Quali regole?

"Viene considerato il tempo e vengono date delle penalità se il cane tocca qualcosa che non deve toccare".

Cosa si aspetta dai partecipanti?

"È un’opportunità per testare gli sviluppi nelle capacità di navigazione di un cane robot, capire chi sta facendo meglio e quali sono le strategie di superamento degli ostacoli, come le scale, un terreno accidentato con delle pietre, un tunnel angusto, camminare sulla gomma piuma, saltare sull’ostacolo o strisciare come un soldato pancia a terra, ma anche superare un ammasso di macerie senza cadere".

Rimini al centro della robotica?

"Mi auguro che la città diventi un centro gravitazionale per la robotica, si potrebbe investire nella robotica sottomarina, visto che c’è il mare, è uno dei campi più promettenti, insieme alla robotica agricola per ridurre l’uso dei pesticidi e monitorare la crescita delle vigne e degli alberi da frutto, la robotica serve a migliorare la sostenibilità ambientale. Sto attualmente sperimentando robot dentro i frutteti".

Ma lei ha anche idee per i rischi geologici legati alle alluvioni di maggio?

"Sì, grazie alla robotica si può pensare alla riduzione del rischio geologico, ho progettato un climbing robot capace di calarsi in corda doppia e capace di effettuare manutenzioni sulla parete in maniera autonoma ed evitando gli ostacoli facendo dei pendoli e salti. Una volta arrivato a destinazione il robot può svolgere operazioni di manutenzione, come rimuovere pietre instabili dalle pareti e fare allestimento di ancoraggi. E un tema caldo perché con i cambiamenti climatici le rocce diventano sempre meno coese e stabili, e le alluvioni amplificano il problema".