Omicidio di Pierina, l’ultimo sfregio. Insulti e minacce sui social

Sul tavolo degli inquirenti i messaggi apparsi su Facebook dopo l’assassinio dell’ex infermiera riminese di 78 anni

Rimini, 16 ottobre 2023 – Nessun rispetto. Nemmeno per la vittima di un omicidio efferato e ancora senza colpevoli. L’odio corre sul web e investe anche Pierina Paganelli, l’ex infermiera di 78 anni uccisa con 17 coltellate alla schiena, collo e torace il 3 ottobre scorso, in via del Ciclamino. Pierina apparteneva alla comunità dei Testimoni di Geova di Rimini, di cui era - raccontano i conoscenti - "un membro rispettato e amato per il suo carattere gentile, solare e il suo grande altruismo".

Pierina Paganelli con la sua famiglia (foto Migliorini)
Pierina Paganelli con la sua famiglia (foto Migliorini)

E proprio la sua confessione religiosa è la ragione che si cela dietro diversi messaggi carichi di livore pubblicati nel corso degli ultimi giorni su un profilo Facebook. Nei post - che a quanto pare sarebbero riconducibili sempre allo stesso autore - non si risparmiano insulti e offese di ogni tipo all’indirizzo della povera donna. Anzi, l’anonimo proprietario del profilo esprime in maniera molto esplicita la sua felicità per l’orribile sorte toccata a una seguace dei Testimoni di Geova, spingendosi addirittura ad affermare che il delitto sarebbe stato una forma di "vendetta".

Molto difficile che il profilo possa avere un qualche collegamento con le vicende di via del Ciclamino (anche perché i messaggi non riguardano soltanto Pierina), ma la segnalazione è comunque finita sul tavolo della Procura di Rimini. Un altro episodio inquietante, dopo quello avvenuto il giorno successivo al ritrovamento del cadavere dell’ex infermiera: la telefonata minatoria ricevuta dalla sorella di Pierina ("La prossima sarai tu").

Intanto proseguono a trecentosessanta gradi le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Daniele Paci, con il coinvolgimento della squadra mobile di Rimini diretta da Dario Virgili e della polizia scientifica. Dal 4 ottobre scorso, si sono succedute perquisizioni, interrogatori e sopralluoghi. Ma nessun nome è ancora iscritto nel registro degli indagati.

Si scava in particolar vita nella vita degli altri residenti del complesso residenziale di via del Ciclamino e soprattutto in quella dei familiari di Pierina. A cominciare dalla nuora, Manuela Bianchi, colei che ha ritrovato il corpo senza vita nel piccolo vano tra la porta tagliafuoco e le scale della zona garage sotterranea, e suo fratello Loris. Entrambi hanno acconsentito a farsi prelevare impronte digitali e Dna. A Manuela sono stati sequestrati due taglierini di uso comune con una lama di sei centimetri, mentre a Loris una lametta da giardinaggio trovata tra i suoi attrezzi da lavoro. Perquisizioni sono state eseguite anche in casa del padre Duilio Bianchi e del vicino di casa di Manuela, Louis Dassilva, l’uomo che secondo gli inquirenti avrebbe avuto una relazione segreta con la nuora di Pierina. Al setaccio anche i filmati: quello tratto dalla videosorveglianza della farmacia San Martino, che mostrerebbe il momento in cui Pierina ha fatto rientro a casa in macchina, e quello tratto da una telecamera installata in un box auto sotterraneo, che pur non inquadrando nulla avrebbe catturato l’urlo della vittima e, f orse, anche del killer.