L’omicidio di Pierina: due mesi di veleni, bugie e colpi di scena. Ma il killer (ancora) non c’è

L’ex infermiera in pensione è stata uccisa la sera del 3 ottobre con 29 coltellate Gli investigatori, oltre ad alcuni campioni di Dna, hanno in mano tre filmati

Rimini, 3 dicembre 2023 – Una storia che farebbe la felicità degli appassionati di gialli. Con tutti gli elementi di un thriller: bugie, colpi di scena, veleni e tradimenti. E un colpevole che, a due mesi dal delitto, ancora sfugge. Il giallo è quello di Pierina Paganelli, 78 anni, ex infermiera in pensione, uccisa con 29 coltellate nel garage del complesso residenziale di via Del Ciclamino, a Rimini, in cui abitava. Un rebus diventato sempre più intricato, nonostante gli sforzi degli investigatori della squadra mobile di Rimini. Sessanta giorni dopo, sul tavolo degli inquirenti ci sono un’infinità di sospetti ma nessun nome iscritto nel registro degli indagati.

Pierina Paganelli, la 78enne pensionata di Rimini uccisa
Pierina Paganelli, la 78enne pensionata di Rimini uccisa

La sera del 3 ottobre

Sono le 22.08 quando la Panda rossa di Pierina imbocca la rampa che conduce al garage interrato. La donna è di ritorno da un incontro di preghiera dei Testimoni di Geova. Lascia l’auto nel box e si avvia verso la porta tagliafuoco che conduce al vano ascensore e alle scale. Ma il killer (o i killer) le ha teso una trappola. Il cadavere verrà ritrovato solo il giorno dopo, verso le 8.30, dalla nuora Manuela Bianchi. Tre volte quest’ultima scenderà nello scantinato prima di riconoscere la suocera. Con lei scende anche il vicino di casa Louis Dassilva.

Indagini e sospetti

L’attenzione degli inquirenti è tutta la rivolta ai vicini di casa di Pierina, gli inquilini del terzo piano del civico 31. Qui abitano Manuela la nuora, assieme alla figlia 16enne e al marito Giuliano Saponi, tornato a casa dopo il misterioso incidente che il 7 maggio scorso lo aveva fatto finire in coma: qualcuno lo ha travolto mentre era in bici ed è scappato. Un giallo nel giallo la cui dinamica non è mai stata chiarita del tutto. Con Manuela, sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, c’è anche il fratello Loris Bianchi: lui abita a Riccione, ma quella sera si trovava proprio lì, in via Del Ciclamino: ha cenato con la sorella e illa nipote, e attorno alle 23 era ancora nel palazzo, come documentato da alcune foto che lo ritraggono mentre gioca insieme al cane. E poi ci sono gli altri vicini di casa di Pierina, la coppia formata da Valeria Bartolucci e dal marito, Louis Dassilva, quest’ultimo ritenuto l’amante della Bianchi. Il 33enne senegalese, che ha dichiarato di aver trascorso la sera del 3 ottobre guardando un film sul divano, ha consegnato agli inquirenti dei vestiti diversi da quelli da lui indossati il giorno dell’omicidio: una t-shirt bianca che pare sparita nel nulla. Il giorno del ritrovamento del cadavere, inoltre, Louis è apparso zoppicante a causa di un incidente in moto avvenuto il 2 ottobre, ma un filmato risalente al 3 ottobre lo mostra camminare senza esitazioni.

Gli indizi raccolti

In mano agli investigatori, oltre a campioni di Dna ed oggetti sequestrati ai sospettati, ci sono tre filmati. Il primo proviene da uno dei box auto sotterranei e contiene la registrazione delle urla strazianti di Pierina, nel momento dell’aggressione. Il secondo arriva dalla farmacia situata vicino al condominio e mostra l’auto di Pierina che imbocca la rampa della rimessa. Il terzo, proveniente sempre dalla farmacia, ha inquadrato una figura maschile - forse il presunto assassino - che attorno alle 22.20 del 3 ottobre si allontana dal complesso residenziale con in mano qualcosa (forse un sacchetto). Che sia questa la chiave per risolvere il mistero? L’autopsia sul corpo di Pierina ha stabilito che il killer è una persona alta circa 1 metro e 80.