Ossessione fatale: torta in faccia, pugni e minacce alla rivale in amore

La donna, 49 anni, non accettava la fine del matrimonio. Disposto il divieto di avvicinamento alla casa della vittima

La polizia ha svolto le indagini sulla stalker donna
La polizia ha svolto le indagini sulla stalker donna

Rimini, 30 novembre 2023 – Non accetta la fine del matrimonio e si trasforma in una ‘stalker’ per la nuova fiamma dell’ex marito. Una vera e propria persecuzione, quella messa in atto dal 2020 fino a qualche mese fa da una donna straniera di 49 anni, residente a Rimini e difesa dall’avvocato Matteo Paruscio. Una persecuzione che le è costata una denuncia e che ha portato il gip del tribunale di Rimini ad applicare, su richiesta del sostituto procuratore Luca Bertuzzi, la misura del divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri di distanza dalla vittima.

L’indagine nasce la scorsa estate, quando la donna diventata bersaglio della rivale trova il coraggio di bussare alla porta della questura d Rimini per denunciare i fatti. L’incubo era cominciato due anni prima, quando la 49enne aveva scoperto che l’ex marito nel frattempo aveva trovato una nuova compagna, con la quale aveva iniziato non solo ad uscire ma anche a convivere.

Un affronto imperdonabile per l’indagato che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, a quel punto aveva giurato vendetta, iniziando a importunare in tutti i modi possibili la malcapitata. All’inizio la persecuzione si sarebbe realizzata attraverso insulti e offese di ogni tipo sui social network e attraverso telefonate e file audio pieni zeppi di minacce e intimidazioni. Successivamente però la 49enne avrebbe alzato ulteriormente il tiro, presentandosi di punto in bianco nel bar dove lavorava la sua vittima solamente per importunarla.

L’apice della tensione si era raggiunto durante il compleanno del figlio avuto dalla 49enne insieme all’ex marito: circostanza che aveva obbligato le due donne - indagata e rivale in amore - a trovarsi dentro la stessa stanza, con la straniera che alla fine aveva afferrato la torta e l’aveva tirata in faccia alla povera vittima. In un’altra occasione avrebbe invece atteso di vederla scendere dall’auto per colpirla con due pugni in faccia e successivamente con un bicchiere, ferendola al braccio. E’ stata questa, forse, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo infine la vittima delle persecuzioni, dopo mesi durante i quali era stata costretta a vivere nel terrore e in uno stato di ansia e prostrazione psicologica perenni, a rivolgersi alle forze dell’ordine per mettere nero su bianco la sua querela.