Bologna, 8 agosto 2017 - "Fate schifo", urla qualcuno dalla finestra in direzione dei reparti mobili che si stanno preparando."Sì, c'è movimento", dice un giovane al cellulare. E' iniziato poco prima delle 8 in via Orfeo lo sgombero della ex caserma Masini (FOTO), occupata dal collettivo Làbas (VIDEO) dal novembre 2012. Le forze dell'ordine, dopo cariche e scontri (VIDEO), sono riuscite ad entrare nello stabile dall'accesso principale. Alla fine, il bilancio parla di molte ore di scontri e tensione, 6 agenti feriti e altri contusi tra i manifestanti che però annunciano nuove iniziative anche a breve e una grande mobilitazione per il 10 settembre.

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Le forze dell'ordine in assetto antisommossa con i blindati hanno circondato l'edificio e chiuso la strada, mentre all'ingresso principale decine di attivisti si sono fatti trovare seduti davanti al cancello, pronti alla resistenza. Altri sono all'interno. Quando la polizia si è avvicinata al blocco per spostare i militanti, questi hanno reagito e sono scattati i tafferugli con manganellate a cui è stato risposto con fumogeni e petardi (VIDEO). I disordini sono durati alcuni minuti e alla fine le forze dell'ordine sono riuscite ad entrare nella struttura.

VIDEO Viaggio dentro l'ex caserma dopo lo sgombero

I tafferugli sono proseguiti nella vicina piazza del Baraccano, dove si sono radunati gli attivisti sgomberati dall'ex caserma. All'interno sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per spegnere vari focolai: nel cortile gli esponenti del collettivo avevano dato alle fiamme alcuni copertoni, provocando anche una colonna di fumo nero visibile in tutto il centro.

Gli attivisti denunciano l'uso della forza da parte delle forze dell'ordine ma la questura conta 6 feriti tra gli agenti che hanno partecipato all'operazione. Tra loro, c'è un funzionario dimesso con una prognosi di 15 giorni dopo essere stato colpito alla nuca da una bottiglia e un copertone. Due poliziotti ne avranno per 30 giorni in seguito a lesioni riportate negli scontri mentre altri 3 agenti hanno prognosi dai tre ai 20 giorni. La Questura smentisce invece l'uso di lacrimogeni nel corso dello sgombero. Al momento, inoltre, non risultano denunce a carico degli attivisti identificati sul posto. Làbas ha intanto pubblicato le foto delle ferite subite dagli attivisti che dopo lo sgombero si sono fatti medicare in ospedale.

Il Sap (il Sindacato autonomo di polizia) in una nota sottolinea che i rappresentanti del centro sociale "hanno reagito al provvedimento opponendo resistenza, lanciando oggetti, fumogeni, e appiccando fuoco ai dei pagliai presenti nel cortile". "La legalità non va in vacanza - conclude Gianni Tonelli Segretario Generale del Sindacato -. Le regole vanno rispettate". 

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Lo spazio, di proprietà della Cassa Depositie Prestiti, ha ospitato in questi anni di occupazione diversi progetti e attività sociali, ad esempio sul disagio abitativo, raccogliendo anche apprezzamento tra i residenti del quartiere (VIDEO Una residente difende Làbas).

Làbas insieme con Crash (in via della Cooperazione) sono le ultime due occupazioni sulle quali pende un decreto di sequestro chiesto dal pm Antonello Gustapane. E proprio stamattina è stato sgomberato anche Crash: nella struttura sono stati posti i sigilli, al momento dell'intervento non c'era nessuno. Ed è proprio sulle toghe che il sindaco Virgino Merola scarica la responsabilità dello sgombero. "Decisione loro, non potevo interferire", fa sapere annunciando anche il Comune è già al lavoro per trovare un'altra sede a Làbas.

"Oggi non finisce nulla - annuncia Tommaso, esponente di punta di Làbas, nel corso di un controllatissimo presidio  in piazza Nettuno al termine dello sgombero - lo vediamo dalle migliaia di persone che ci scrivono e da quelle che hanno invaso via Orfeo e il quartiere Santo Stefano". La lotta non si ferma, ripartendo già da domani: "Ci sarà una nuova fase più esplosiva e variegata, alle 17 torniamo al parcheggio del Baraccano col mercato, serve ancora un punto di riferimento. Il 30 agosto ci sarà una grande assemblea cittadina e il 9 settembre una manifestazione di riaffermazione di Làbas: la città ha tutto il diritto di conquistare quello che è suo".

Due anni fa erano infatti una decina le occupazioni in città e il caso più importante, con ripercussioni sull'ordine pubblico nella giornata di sgombero, fu l'ex sede Telecom di via Fioravanti. Ora resta da sciogliere il nodo dell'Xm24, la cui convenzione per l'occupazione degli immobili di via Fioravanti, è scaduta a fine giugno. Sulla vicenda, però, sono in corso trattative politiche.