Cesena, 19 febbraio 2017 - V per vendetta. Giorgio Gustavo Rosso è uscito dal fronte del Movimento 5 Stelle per timori di ritorsioni dopo il caso Tommaso Dionigi, l’assessore costretto alle dimissioni per l’azione a tenaglia delle opposizioni. Rosso ha preso carta e penna per narrare la sua versione dei fatti. «Gli eventi delle ultime settimane – dice – mi hanno convinto che è in preparazione e già in corso un attacco durissimo contro il Movimento 5 Stelle Cesena da parte di tutte quelle forze che vogliono vendicarsi per le dimissioni di Dionigi e per quanto è successo in Consiglio Comunale negli ultimi mesi». Punto. Già, punto. Rosso paventa l’ipotesi di una vendetta e di un possibile caso Virginia Raggi – il sindaco di Roma al centro di polemiche e inchieste – in salsa cesenate.

«In poche parole, chi vuol continuare a fare gli affari suoi, ci vuole convincere che Dionigi è un martire, perseguitato dal Movimento 5 Stelle colpevole delle sue immeritate dimissioni. E che dopo qualche piccolo cambiamento, tutto deve ritornare come prima». «Sapendo come spesso funzionano queste cose, ho cominciato a preoccuparmi della possibilità di attacchi sempre più duri e violenti contro il Movimento 5 Stelle, e anche contro i singoli consiglieri eletti dai cittadini, come infatti sta già facendo la macchina del fango già all’opera qui a Cesena, con tanti che in Internet e sui giornali si esprimono come dei cani feroci». Se due indizi fanno una prova «il modello è quello che si svolge da mesi a Roma». «I continui attacchi personali al sindaco Virginia Raggi fin dalle primissime settimane dall’insediamento sono un esempio evidente di come possono funzionare le cose: silenzio sui provvedimenti mai visti prima che il sindaco Raggi realizza, enorme attenzione a vicende personali. Mafia Capitale, l’enorme scandalo della corruzione miliardaria legata ai servizi agli immigrati a Roma, sui giornali e in tv ha ottenuto spazi e attenzioni minime al confronto». Alla fine Rosso ha deciso di autosospendersi dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Cesena e passare al Gruppo misto nel Consiglio comunale perché «ho ritenuto corretto assumermi la piena e completa responsabilità personale di quanto è avvenuto, dato che da gennaio ero anche il capogruppo dei consiglieri del M5S».

«Non ci capisco più niente – commenta Natascia Guiduzzi, ex collega del gruppo consiliare –. Lo ringrazio per avere chiarito che tra lui e il Movimento non ci sono mai state frizioni. Vendette? Chi fa politica e ha il coraggio di attaccare i poteri forti deve sapere che può perdere amici e lavoro». «Un fulmine a ciel sereno. Un ti lascio perché ti amo troppo – così Max Jacovella –, ma fatico a comprenderne le ragioni». «Sono stupito – ammette Claudio Capponcini –, anche perché fino a venerdì non aveva fatto trapelare nulla». Insomma gli effetti a catena dal controconsiglio in poi non finiscono mai. Tommaso Dionigi si è dimesso venerdì 27 gennaio, dall’incarico di assessore all’innovazione e sviluppo. Le dimissioni sono arrivate dopo oltre tre mesi di iniziative di tutti i gruppi consiliari di minoranza. «Abbiamo iniziato la protesta – saluta tutti Rosso – per l’assenza di reazioni da parte del sindaco e del gruppo consiliare del Partito Democratico di fronte all’evidente conflitto d’interessi dell’assessore Dionigi con le attività d’imprenditore dello stesso».