Nel casolare dei misteri, il dna conferma: quel corpo è di Andreea

L’esito dell’esame disposto dalla Procura non lascia più dubbi o speranze. Ora si attende l’analisi dell’entomologo per capire se è sempre stato lì o trasportato

Ancona, 13 febbraio 2024 – Sono di Andrea Rabciuc i resti umani trovati nel casolare di Castelplanio (video), il 20 gennaio scorso. L’esito del dna disposto dalla Procura non lascia dubbi e pone una certezza definitiva che spazza via anche la più piccola speranza che quello scheletro potesse non essere la 27enne rumena scomparsa il 12 marzo del 2022 dalle campagne di Montecarotto, dopo una serata trascorsa con il fidanzato Simone Gresti e altri due loro amici. L’accertamento si è concluso e il dna è stato comparato con quello della madre trovando conferme che è lo stesso di Andreea. Per risalire al dna dello scheletro è stato estratto materiale da un dente. L’esito è arrivato in questi giorni ed è stato trasmesso anche alla Procura che attende una relazione scritta, insieme anche al resto degli altri accertamenti irripetibili, entro le prossime settimane.

La conferma dalla prova del Dna, quello scheletro è di Andreea Rabciuc
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In particolare si attende l’analisi relativa all’entomologo Stefano Vanin, lo stesso che lavorò al caso di Elisa Claps (fu il perito della famiglia) e che dovrebbe essere in grado di stabilire se il corpo sia stato spostato o sia rimasto sempre nel casolare dove lo ha trovato uno dei proprietari, entrato per recuperare della legna in una vecchia cucina dello stabile dove non entrava nessuno da anni perché era una abitazione inagibile su quel lato.

I resti di Andreea sono stati trovati per lo più in fondo ad una scalinata che porta ad un piano superiore rispetto alla cucina adibita a legnaia. Il teschio era invece sui gradini in alto. Lo scenario che si è presentato agli inquirenti (l’indagine coordinata dalla pm Irene Bilotta è stata affidata ai carabinieri del nucleo investigativo e della Compagnia di Jesi), aveva fatto pensare ad una caduta dall’alto, non accidentale per come le ossa sono state trovate. Su una trave del soffitto c’era un foulard adibito a corda, legato, come se ci fosse stato appeso il corpo della giovane. La scena tipica di un gesto volontario che però da subito ha fatto nutrire dubbi agli investigatori lasciando aperta la porta della messa in scena per depistare le indagini in caso di un ritrovamento. Su una tavola di legno è stata trovata anche una frase che avrebbe scritto Andreea, con un pennarello (anche questo repertato) in maniera non omogenea, con lettere più grandi e più piccole, scomposta, e che suona come uno sfogo. "Se lui non mi avesse preso il cellulare avrei chiamato mamma" è il parziale contenuto della frase trovata e sulla quale dovrà essere disposta un perizia calligrafica per vedere se è opera o meno di Andreea.