Muore la figlia, perseguita l’ex moglie: a processo 71enne

Ancona, la ragazza, vittima di anoressia, è morta suicida a 23 anni nel 2014. L’uomo non ha mai smessi di incolpare l’ex moglie, che alla fine lo ha denunciato per stalking

Il tribunale di Ancona

Il tribunale di Ancona

Ancona, 6 aprile 2024 - Non aveva retto alla perdita della figlia, afflitta dall’anoressia e morta suicida a soli 23 anni. Era il 2014 e poco dopo la sua scomparsa ha iniziato a perseguitare la ex moglie (la coppia era già separata) perché la riteneva responsabile della fine della loro figlia.

Cosi prima con telefonate, messaggi audio e scritti, fatti in qualunque ora del giorno e della notte, e poi attaccando sotto casa e anche in giro per la città fogli dove accusava la donna del suicidio, un osimano di 71 anni è finito a processo davanti alla giudice Martina Marinangeli per stalking e diffamazione.

La ex consorte ha denunciato i fatti solo a ottobre del 2022 perché l’ex marito erano diversi mesi che aveva ripreso a torturarla. In passato lo aveva fatto nella stessa maniera, con alti e bassi e la situazione sembra essersi risolta, ma poi è tomato alla carica e così è stata sporta querela. A raccontare quanto subito è stata la stessa vittima, 66 anni, anche lei osimana. "Cercavo di evitarlo - ha riferito la donna in aula, sentita ieri durante il processo ad Ancona - tutte le mattine mi suonava il campanello, alla fine sono stata costretta a toglierlo. Volantini e manifesti con le scritte contro di me li trovavo ovunque, alla fermata del bus, al supermercato, perfino al cimitero. Ero caduta in uno stato di ansia e sono andata anche dallo psicologo". L’uomo, difeso dall’avvocato Nicoletta Pelinga ha avuto un divieto di avvicinamento che ha violato e attualmente è agli arresti domiciliari per i quali il suo legale ha chiesto la revoca. Stando alle accuse i biglietti scritti, sia a mano che dattiloscritti e poi anche fotocopiati, venivano inseriti pure nella cassetta delle lettere del condominio del palazzo dove la donna abita. Scriveva che la ex moglie era "pericolosa e truffatrice, lo ci ho rimesso per anni, anche una figlia". Come testimone ieri è stata sentita anche l’altra figlia della coppia. Trovava i fogli scritti anche lei appesi ovunque ad Osimo. "Erano lunghi anche un metro - ha detto - si leggevano i nostri nomi, parlava male di mia madre diceva che mi pilotava. Tanti li ho cestinati. Quello che scriveva non corrispondeva al vero". L’imputato, che verrà sentito all’udienza del 13 maggio.

ma. ver.