Operata con i Coldplay, la musica nelle orecchie prima dell’intervento: "Torrette mi ha salvata"

Un’infermiera di Fermo ringrazia con una lettera al Carlino lo staff medico e infermieristico della neurochirurgia guidata dal dottor Trignani. Dieci ore di operazione perfettamente riuscita: "Grande professionalità".

Operata con i Coldplay. La musica nelle orecchie prima dell’intervento: "Torrette mi ha salvata"

Operata con i Coldplay. La musica nelle orecchie prima dell’intervento: "Torrette mi ha salvata"

Ancona, 4 aprile 2024 – Per tranquillizzarla e far sì che si addormentasse serena, le hanno messo alle orecchie delle cuffiette con la musica del suo gruppo preferito, i Coldplay. Così Maria Teresa Pistolesi ha potuto affrontare con serenità l’intervento più importante dela sua vita. Ora la donna, infermiera all’ospedale di Fermo, ha voluto ringraziare la neurochirurgia di Torrette con una lettera inviata al Carlino.

"Con la presente – scrive l’infermiera – invio una lettera di encomio per i reparti di neurochirurgia, blocco operatorio e servizio di neuroradiologia dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Cordiali saluti". Inizia così la missiva che Maria Teresa Pistolesi ha inviato alla nostra attenzione con l’obiettivo di rendere merito alla professionalità e all’umanità dimostrata dal personale sanitario impegnato in un delicato intervento chirurgico nei suoi confronti. La lettera va dritta al punto e tra le righe emerge una delle particolarità dell’operazione: la possibilità per lei di ascoltare la musica del popolare gruppo pop inglese dei Coldplay durante i momenti più delicati trascorsi in sala operatoria. Parole che arrivano dal cuore: "Con questa mail vorrei esprimere la mia gratitudine ai sanitari dell’ospedale regionale di Torrette. Nel mese di febbraio di quest’anno, ho subito un delicatissimo intervento di neurochirurgia e di neuroradiologia interventistica che comportava rischi elevati e che pochissime strutture sanitarie in Italia sono in grado di realizzare. La prima fortuna in questo mio dramma è aver avuto accanto la mia primaria, la dottoressa Luisanna Cola della rianimazione di Fermo, che nel rassicurarmi mi ha indirizzato e letteralmente consegnato alle equipe multidisciplinari della neurochirurgia dell’ospedale del capoluogo delle Marche. Poi più che la fortuna ha potuto il lavoro la scienza e la professionalità di uomini e di una struttura che permette di realizzare ‘cose’ che fino a pochi anni fa venivano chiamate miracoli. Oggi il mio sentimento più grande è dire grazie perché questa parola scontata, semplice contiene non solo un vissuto di paura di solitudine e di timore di morire, ma anche tanta ammirazione per chi fa dell’eccellenza la sua quotidianità; per chi si prende cura della sofferenza non solo con i bisturi, ma anche con la musica dei Coldplay, per chi dà conforto spingendo un letto verso la sala operatoria. Pertanto grazie al Dottor Vecchioni e al suo reparto di neurochirurgia, grazie al Dottor Bruni e alla sua equipe di neuroradiologia interventistica, grazie al Dottor Barboni e al blocco operatorio di neuroanestesia e grazie a tutti quelli che non ho visto e che non ricordo, ma che, completamente guarita, mi hanno rimandato all’affetto dei mie famigliari. Con affetto, Maria Teresa Pistolesi". In tempi di polemiche legate al sistema sanitario nazionale, storie come questa riportano al centro il concetto di ‘Buona sanità’, nonostante tutto.