Monterastelli e la sua ‘Storia di un onest’uomo’

L’interno dell’Oratorio di San Filippo Neri ospita le ’sculture’ pensate come segni da indossare

Bologna, 1 febbraio 2024 – Un’installazione che riscrive gli oggetti che appartengono all’Oratorio San Filippo Neri, in via Manzoni, creando un nuovo paesaggio, in cui gli elementi si accumulano in barricate che evocano una trama narrativa impalpabile. Uno scenario che ricorda un rifugio, una tana, uno spazio riparato, capace di assecondare il bisogno di protezione da un mondo sempre in emergenza.

Monterastelli e la sua 'Storia di un onest’uomo’
Monterastelli e la sua 'Storia di un onest’uomo’

Ecco quindi San Filippo Neri dove tutto diventa installazione, anche le sedute che abbandonano il ruolo di sempre, per diventare paesaggio di ’Storia di un onest’uomo’ di Luca Monterastelli, la cui ricerca indaga il modo in cui le forme del discorso politico influenzano le attitudini delle comunità. In ’Storia di un onest’uomo’, che rimarrà allestita fino all’11 febbraio (curatore Alessandro Rabottini), l’artista si concentra sulla scultura intesa come segno applicato al corpo, "opera indossabile, capace di amplificare i gesti e mortificarli", come lui stesso scrive.

"Le opere sono simili a protesi in metallo, sono in bilico in quel limite in cui il vantaggio tecnologico - la protuberanza postumana o la protesi create nell’intento di estendere le capacità del corpo - si confonde con il controllo, la limitazione dei movimenti e quindi la loro successiva cristallizzazione".

b. c.

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