Bologna Città 30 referendum: ecco il quesito proposto dal Comitato dei ‘no’

Il testo verrà presentato tra una ventina di giorni al comitato dei garanti del Comune. Dopo l’eventuale ok il centrodestra mira a raccogliere 9mila firme autenticate tra aprile giugno. Lisei (FdI): “Chi è stato multato può ricorrere al Prefetto”

Bologna, 5 febbraio 2024 – “Volete che il Comune di Bologna vada avanti nella decisione di realizzare 'Bologna Città 30', come previsto nella delibera Dg 138/2023, dalle ordinanze vigenti dal 16/01/2024 e dai futuri provvedimenti?"

È questo il testo ufficiale del quesito referendario che il comitato 'NoCitta'30', formato anche da tutti i partiti d'opposizione a Palazzo d'Accursio, presenterà tra una ventina di giorni al comitato dei garanti del Comune. I garanti poi avranno un mese per dire sì o no.

Presentato il quesito referendario contro Bologna Città 30
Presentato il quesito referendario contro Bologna Città 30

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Con un sì, il centrodestra mira a raccogliere le 9mila firme autenticate necessarie da aprile a giugno, i tre mesi in cui le forze politiche saranno sulle strade per la campagna elettorale pro europee e amministrative. Presente, alla presentazione del quesito, anche il senatore Marco Lisei (FdI): "Il Comune sta già facendo meno multe, e come se stesse già alzando bandiera bianca - ha spiegato il senatore -. Noi invitiamo Lepore ad annullare le multe perché la delibera è illegittima. Aggiungo che è stato multato, in ragione della direttiva del Mit, potrebbe ricorrere al Prefetto per farsele annullare. Abbiamo la certezza che le delibere del Comune siano illegittime, e il quesito del referendum abbraccia tutti i provvedimenti sulla Città 30, sia quelli in corso, sia quelli già approvati. Lo Statuto del Comune dice che si può indire un referendum solo su una misura in via di approvazione? È questo il caso, sono già costretti a rivederla".

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Molto critico anche Matteo Di Benedetto (Lega): "La direttiva del Mit semplicemente dà l'interpretazione corretta del 142 del Codice della Strada. Il Comune si fermi, o glielo diranno i cittadini"

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