Bologna Città 30, i controlli del Ministero sui nuovi limiti: è braccio di ferro

Sindaco e ministro tirano dritti per la propria strada, ma si attende il tavolo con i Comuni. Domani Fratelli d’Italia presenterà il quesito per il referendum sul provvedimento

Bologna, 4 febbraio 2024 – Sarà una guerra di carte quella che costellerà la prossima settimana della Città 30. Sia il ministero dei Trasporti, sia Palazzo d’Accursio, attendono la prossima convocazione di un tavolo con l’Anci, l’unione dei Comuni, che proverà a mediare tra le parti e anche ad ammorbidire la posizione del Mit.

Matteo Lepore e Matteo Salvini
Matteo Lepore e Matteo Salvini

La realtà è che Roma e Bologna hanno assunto lo stesso atteggiamento: si tira dritto. Quindi è probabile che possa partire a breve un braccio di ferro senza precedenti, costellato di ricorsi e guerre di faldoni. Manca ancora una data per il summit con il Mit, e Palazzo d’Accursio non ha di certo ancora dato mandato ai propri uffici di portare a termine un’istruttoria su tutte le strade a trenta all’ora che sono in città, come richiesto dalla Direttiva.

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I Comuni cercheranno di mediare ai tavoli, mentre il Mit è plausibile che, già la settimana prossima, possa incaricare i propri uffici territoriali per una verifica dei provvedimenti adottati nei singoli Comuni, come Bologna.

Non si può parlare di vere e proprie ‘ispezioni’ per ora, ma gli uffici del dicastero inizieranno a guardarci, del resto la "disapplicazione" della delibera è stata ‘promessa’ nel caso di ulteriore anarchia. Focus anche sulle corsie e sulle piste ciclabili, escluse dalle linee guida del ministero in favore di un più generico "strade ad alta frequentazione di pedoni e di ciclisti".

Intanto, il sindaco Matteo Lepore incassa idealmente il sostegno del Movimento Cinque Stelle. "Credo che Salvini debba fare il ministro senza invadere le prerogative dei singoli sindaci che conoscono le rispettive comunità, i propri centri abitati, che si assumono una responsabilità di imporre dei limiti di velocità per garantire la sicurezza stradale e ovviamente ne rispondono alla loro comunità locale – ha detto Giuseppe Conte, ex premier e leader dell’M5s, a margine della riunione regionale del movimento dell’Emilia-Romagna a Faenza (Ravenna). Conte si è proprio riferito al cuore della Direttiva del Mit.

"Il fatto che da parte del ministro delle Infrastrutture si entri a gamba tesa su questa questione", ovvero quella della Città 30, "tra l’altro con un approccio che rischia di essere ideologico, visto che se è imposto a tutta Italia non può essere che astratto e ideologico. Io credo che le soluzioni vadano affidate ai sindaci".

Fratelli d’Italia domani presenterà in Comune il quesito referendario per interpellare i cittadini sulla misura. Da ieri, inoltre, è già caos in via Saffi, dove i lavori per la tramvia si sono estesi fino quasi a porta San Felice. "Ai disagi della Città 30 si aggiungono quelli del tram, che il sindaco colpevolmente ha deciso di portare avanti – sottolinea Stefano Cavedagna di FdI –, un inferno per i bolognesi".

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