Una delle vignette nel ’Topolino’ uscito la scorsa settimana e. Danilo ’Maso’ Masotti
Una delle vignette nel ’Topolino’ uscito la scorsa settimana e. Danilo ’Maso’ Masotti
"È la consacrazione finale". Le mire espansionistiche del culto ‘umarelliano’ possono annoverare un nuovo trionfo. Non bastava più la piazza degli Umarells inaugurata in Cirenaica il 14 aprile del 2018. E così la breccia nel mondo dei fumetti va ad aggiungere altra poesia a un paio di braccia incrociate dietro la schiena. E che fumetto: Topolino, albo di culto arrivato al numero 3.360, nell’ultimo numero uscito il 15 aprile ha inserito un Umarell nella storia d’apertura, intitolata Zio Paperone e la formula minacciata. La dinamica è tutta da ridere: l’editore e direttore di ‘Papersera’, il vecchio taccagno zio Paperone, chiede agli spregiudicati cronisti...

"È la consacrazione finale". Le mire espansionistiche del culto ‘umarelliano’ possono annoverare un nuovo trionfo. Non bastava più la piazza degli Umarells inaugurata in Cirenaica il 14 aprile del 2018. E così la breccia nel mondo dei fumetti va ad aggiungere altra poesia a un paio di braccia incrociate dietro la schiena. E che fumetto: Topolino, albo di culto arrivato al numero 3.360, nell’ultimo numero uscito il 15 aprile ha inserito un Umarell nella storia d’apertura, intitolata Zio Paperone e la formula minacciata. La dinamica è tutta da ridere: l’editore e direttore di ‘Papersera’, il vecchio taccagno zio Paperone, chiede agli spregiudicati cronisti Paperino e Paperoga di preparargli una bella inchiesta. Ma i due cugini falliscono la prima proposta, quella di un servizio sull’Umarell intransigente Gerindo Persichetti, che "prende di mira i cantieri della zona".

Si tratta di un vero e proprio omaggio da parte dello sceneggiatore e disegnatore Corrado Mastantuono, celebre anche per gli albi di Tex, alla figura tutta bolognese dei custodi da cantiere, in questo periodo peraltro tristemente relegati tra le mura domestiche. Orgoglioso, nemmeno a dirlo, il papà degli Umarells Danilo Masotti. "È proprio la consacrazione finale – racconta durante un’interminabile fila al supermercato, i tempi del Covid-19 sono quello che sono –, ed è una cosa bellissima per tutto il lavoro, mio e del mio editore, che va avanti ormai dal 2005. L’ho saputo tra l’altro per caso qualche giorno fa, me l’ha segnalata un amico che ha comprato Topolino e che di colpo s’è trovato il termine Umarell davanti". Umarells ulteriormente sdoganati, si aggiunge un’altra voce su Wikipedia. "Usciamo dal localismo, una cosa che mi sta particolarmente a cuore, tramite Topolino viene consegnata la parola a tutta la nazione. Ho storpiato la parola inimicandomi i puristi del dialetto, ma adesso possiamo dire che la parola è usata da tantissimi, ben fuori dai confini bolognesi. Per dire, la usano anche i direttori dei giornali nei loro fondi, se n’è parlato tanto sui quotidiani e anche in televisione".

E poi c’è un iter molto particolare che sta andando avanti. "Da anni stiamo cercando di inserire la parola ‘Umarell’ all’interno del dizionario della lingua italiana. Siamo a buon punto, vedremo se ci saranno novità. Se parliamo di Wikipedia, è ancora buffo che la pagina Umarell esista ancora soltanto in lingua inglese".

Ma come finisce la storia dell’Umarell Gerindo Persichetti? Il colpo di scena finale di Mastantuono regala una delusione a zio Paperone che scopre di essere stato preso in giro da un amico. "Capita a tutti di sbagliare – chiosa Paperino. Soprattutto agli operai dei cantieri! Io vigilero su di loro, su di voi, su di tutti!", esclama Persichetti irrompendo nella redazione di Papersera. Proprio una consacrazione definitiva.

Il termine Umarell è nato da un’idea del blogger Danilo ’Maso’ Masotti 15 anni fa. Il blog è diventato un fenomeno di costume tutto bolognese, con Masotti che ha anche dato alle stampe i due libri Umarells 2.0. Sono tanti, vivono in mezzo a noi, ci osservano…e noi osserviamo loro e Oltre il cantiere-Fenomenologia degli umarells, editi da Pendragon. Masotti è stato anche premiato, proprio per Umarells 2.0, con il riconoscimento Pino Zac al 45esimo premio della Satira politica di Forte dei Marmi, nel settembre 2017.