NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Inchiesta su Suviana: sulla sicurezza nella centrale si scava nelle carte. Summit degli inquirenti

I carabinieri di Nil e Nucleo Investigativo ascoltano i sopravvissuti. Migliaia di pagine del piano redatto da Enel al vaglio dei militari dell’Arma

Bologna, 15 aprile 2024 –  Migliaia di pagine da analizzare. Si annuncia di mesi il lavoro del Nucleo ispettorato del Lavoro dei carabinieri, incaricato dalla Procura di studiare il Pos, acronimo di Piano operativo sicurezza, della centrale idroelettrica di Suviana.

Sicurezza nella centrale di Bargi: i piani al setaccio
Sicurezza nella centrale di Bargi: i piani al setaccio

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Si tratta di un insieme di documenti che ogni azienda - in questo caso Enel Green Power - è obbligata a redigere con l’obiettivo di descrivere le misure preventive e protettive da mettere in atto all’interno dei cantieri a tutela della salute dei lavoratori. Il Pos è stato già acquisito dai carabinieri, il cui lavoro ora è teso ad accertare, anche attraverso l’ascolto dell’addetto alla sicurezza della centrale e dei dipendenti della stessa Enel e delle aziende esterne al lavoro nel sito di Bargi, se tutte le prescrizioni inserite nel testo fossero rispettate o se ci fossero state anomalie.

Inoltre, il Nil ha già acquisito anche la documentazione relativa agli appalti a Siemens, Voith e Abb, per lavori di realizzazione, di progettazione, fornitura, di montaggio e di collaudo dei due gruppi della centrale di Suviana. "Siemens e Voith – aveva spiegato l’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei – hanno appaltato alcune prestazioni specialistiche. Il fatto che nella loro autonomia abbiano cercato fuori dalla propria azienda alcune competenze, che è un comportamento legittimo, non si può definire una catena di subappalto". Personale altamente specializzato, al lavoro nelle centrali da una vita, come il consulente esterno Vincenzo Garzillo, l’ultima vittima estratta dalla tomba d’acqua che sono diventati gli ultimi piani interrati della centrale.

Il lavoro del Nil va di pari passo con quello dei colleghi della polizia giudiziaria della Procura e del Nucleo investigativo. Il team di investigatori che la Procura, con il capo Giuseppe Amato e il pm Flavio Lazzarini, ha messo al lavoro per chiarire le cause di un incidente che non ha precedenti in Italia per modalità e vittime, oggi si riunirà in un tavolo alla presenza anche dei tecnici dell’ispettorato del lavoro e dei vigili del fuoco, per fare un primo punto sulla situazione a una settimana dalla strage. A palazzo Caprara, invece, il prefetto Attilio Visconti incontrerà i responsabili di Enel.

Dopo l’urgenza di recuperare i corpi di tutte le vittime per restituirle alle proprie famiglie, adesso nel sito di Bargi la priorità è svuotare, nel minor tempo possibile, i piani invasi dall’acqua, così da permettere l’avvio della superperizia. Per questo, già da sabato, sono arrivate in Appennino idrovore molto potenti, attualmente ferme in attesa si definisca la modalità dell’intervento di svuotamento massivo dell’impianto. Questo, mentre i carabinieri continuano ad ascoltare persone: i primi sentiti sono stati i sei operai e tecnici che martedì erano al lavoro e che sono rimasti illesi.

Da oggi, invece, inizieranno le audizioni dei feriti. Per primi, i tre residenti in Appennino, Nicholas Bernardini, Jonathan Andrisano e Leonardo Raffreddato, dichiarati tutti fuori pericolo. Nicholas è tornato a casa mercoledì scorso; Jonathan e Leonardo sono ancora ricoverati, al Sant’Orsola e al Bufalini. I loro occhi hanno visto l’orrore: le loro testimonianze saranno fondamentali per avere un’idea di come sia iniziato tutto.

Intanto, la Procura ha dato il nulla osta per la restituzione delle salme delle vittime alle famiglie. Sui corpi delle sette vittime non è stata infatti effettuata l’autopsia, perché la Procura ritiene già chiara la causa del loro decesso. È stato fatto dal medico legale Paolo Fais un esame esterno, con una tac e un esame tossicologico per capire se, subito dopo l’esplosione, le vittime possano aver inalato delle sostanze letali o comunque tossiche.

Nell’attesa degli esiti di questi accertamenti, però, le famiglie dei morti di Suviana potranno seppellire i propri cari. Già domani, a Sinagra, in provincia di Messina, si terranno i funerali di Vincenzo Franchina, 36 anni, la vittima più giovane del disastro. Era impiegato della Engineering srl di Mele, ed è morto a Suviana insieme al titolare Mario Pisani e al collega Pavel Tanase. La salma arriverà alla Chiesa Madre di Sinagra (Messina) alle 9 e alle 16 sarà celebrato il funerale. Per la giornata, il Comune di Sinagra ha proclamato il lutto cittadino. Sempre domani, a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino, si terranno anche i funerali di Pisani.

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