MARIATERESA MASTROMARINO
Cronaca

Suviana, i soccorritori: “I feriti ci hanno chiesto di telefonare alle famiglie prima di venire intubati”. Video

Il racconto dei primi sei sanitari arrivati a Bargi: “Grazie a un buon coordinamento siamo riusciti a salvare vite umane. L’aspetto più difficile? Quello psicologico”

Bologna, 17 aprile 2024 – I primi sei soccorritori arrivati alla centrale idroelettrica di Bargi, al bacino di Suviana, raccontano le complesse manovre di intervento (video) all'interno del congresso 'Trauma: UpDate and Organization', organizzato all'Hotel Royal Carlton, insistendo sul forte coordinamento tra operatori sanitari e forze dell'ordine che ha concesso di salvare le vite degli operai feriti durante l'esplosione.

L'esplosione a Suviana è avvenuta da pochi minuti: dalla centrale esce ancora il fumol
L'esplosione a Suviana è avvenuta da pochi minuti: dalla centrale esce ancora il fumol

Dopo la chiamata ricevuta dall'utente testimone dello scoppio, anche lui operaio, il Sistema di Emergenza e il 118 dell'Azienda Usl di Bologna si sono precipitati con gli elicotteri sanitari. Il primo mezzo è stato l'elicottero di Bologna. "Avevamo informazioni sommarie durante il viaggio - commenta Diana Demaria -. All'arrivo ci siamo trovati di fronte a uno scenario con persone ustionate per terra, che si trovavano già all'esterno della centrale, tra chi è uscito da solo e chi è stato accompagnato dai colleghi". I soccorritori hanno "lavorato in équipe - continua Demaria -, siamo stati molto performanti. Grazie alla centrale operativa sono arrivati altri mezzi, tra elicotteri e veicoli, con i quali abbiamo gestito in brevissimo tempo le situazioni dei cinque pazienti, di cui quattro intubati in poco tempo". Che sono stati trasferiti poi negli ospedali della provincia o fuori regione. "Alcuni pazienti avevano ustioni al volto, altri problematiche a livello respiratorio, quindi bisognava intubarli subito per evitare conseguenze, come ustioni interne". Una maxi emergenza che ha avuto successo grazie al lavoro di squadra, che "ci ha dato modo di lavorare in maniera precoce per il bene dei pazienti".

Com’era lo scenario

"C'era fumo - spiega l'infermiera -. E i pazienti presentavano anche ustioni chimiche: non sapevamo quindi cosa potessimo trovare. Ci siamo protetti con le mascherine, ma il fumo non ci dava particolarmente fastidio, era abbastanza lontano". I soccorritori non sono entrati all'interno della struttura e l'elisoccorso si è fermato in un piccolo parcheggio a nord dell'evento, distante circa 500 metri. L'arrivo è segnato attorno alle 15, poco dopo l'esplosione. "Arrivato sul posto, ho effettuato il triage dei pazienti camminanti - spiega Daniele Celin, infermiere e coordinatore di volo sanitario dell'elisoccorso di Bologna -, tra cui il quarto paziente che è stato intubato con problematiche alle vie aeree superiori. Mi sono occupato del coordinamento con la centrale operativa per la richiesta di altri mezzi, mentre i colleghi della centrale si stavano già occupando di trovare i posti letto per i pazienti nei Centri Grandi Ustioni". Oltre a questo, Celin ha seguito "il coordinamento e movimento dei mezzi successivamente dal luogo dell'evento all'arrivo - dice -. Un grande lavoro di sinergia, interno e con i vigili del fuoco, che stavano per entrare in una zona pericolosa. E per questo avrebbero potuto necessitare del nostro supporto, ma per fortuna non è accaduto". Il primo volo era a conoscenza solo di tre feriti, perché "la notizia dei dispersi è giunta dopo il nostro arrivo", conclude Celin.

“Ci hanno chiesto di parlare con le famiglia”

A bordo dell'elipavullo, il medico rianimatore Lorenzo Gamberini (video). "Siamo arrivati in seconda battuta - ripercorre il medico -, quindi la scena era già stata inquadrata con il triage e la valutazione dei pazienti. Per noi perciò è stato più facile. Con i colleghi, ci siamo occupati di intubare i pazienti". Dopo, il compito di elipavullo è stato quello di "supportare l'altro elicottero nella gestione dei malati, coordinando l'uscita dei pazienti dalla scena". I pazienti "erano già stati posizionati sull'ambulanza, quindi la procedura di intubazione è avvenuta in sicurezza - precisa Gamberini -. Uno degli aspetti più difficili da affrontare emotivamente è stato quello di dover parlare con i pazienti vigili: alcuni hanno chiesto di potere telefonare alle famiglie prima di venire sedati per essere poi intubati". In queste telefonate, le poche parole per raccontare il terribile indicente e poi le domande dei parenti che, disperati, chiedevano di sapere cosa sarebbe successo ai loro cari e dove sarebbero stati ricoverati.

Quali sono state le difficoltà

Dopo un primo coordinamento dalla centrale operativa, "mi sono recato sul posto come coordinamento del 118 per riferire la situazione e monitorare la sufficienza dei mazzi - spiega Francesco Franchini, coordinatore centrale operativa del 118 -. Abbiamo fatto un punto di coordinamento con i vigili del fuoco per definire le priorità e i rischi per gli operatori. L'obiettivo era mandare loro in sicurezza". I primi rischi era "il fumo, la sostanza che usciva dalla struttura - continua l'infermiere -. Ma poi abbiamo saputo che c'era stato un crollo e il rischio annegamento. Un evento complesso, perché c'erano tante situazioni di pericolo". Uno degli aspetti fondamentali "è stato il riconoscimento precoce in modo che potessimo dare informazioni ai familiari nel minor tempo possibile, sia per i feriti sia per le vittime - conclude -. Questo ci premeva più di tutto".

Parliamo di "una regia importante per il 118, che ha collaborato a stretto contatto con le forze dell'ordine presenti nell'intervento - commentano Andrea Franceschini, coordinatore infermieristico della centrale operativa del 118 Emilia Est, e Simone Baroncini, coordinatore medico della centrale operativa del 118 Emilia Est -. Tutta la rete operativa era a conoscenza di chi fosse coinvolto e dei diversi trasferimenti negli ospedali. L'interazione interospedaliera e con l'assistenza territoriale delle forze dell'ordine ha creato una rete di collaborazione efficace che ci ha permesso di salvare i feriti. All'inizio dell'intervento, abbiamo centellinato le risorse per eventuali altri feriti, dei quali abbiamo scoperto dopo l'esistenza ed erano dispersi".

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