FEDERICA ORLANDI e NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Suviana, corsa contro il tempo. I tecnici non trovano la falla: l’acqua continua a entrare

Slittano i tempi dell’inchiesta: l’impianto deve essere in sicurezza per consentire i sopralluoghi I vigili del fuoco hanno fermato le idrovere, è allo studio un nuovo piano per svuotare i locali sommersi

Bologna, 16 aprile 2024 – Il nemico ora è l’acqua. Prima, la corsa contro il tempo, purtroppo vana, per cercare di salvare le vite dei dispersi. Adesso, la sfida di svuotare i piani allagati della centrale idroelettrica di Bargi a Camugnano, sull’Appennino bolognese e sul lago di Suviana, perché la ricerca della verità possa finalmente iniziare.

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Serve tempo per bonificare il sito, ma su quanto non ci sono certezze. Serve innanzitutto una strategia d’azione. Ed è questa che i responsabili di Enel Green Power stanno organizzando nel corso di diversi incontri tenuti in queste ore con le istituzioni: solo ieri ce ne sono stati tre.

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Suviana: l’alternatore al centro dell’inchiesta

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Nell’impianto idroelettrico in cui una settimana esatta fa sette lavoratori sono rimasti uccisi in un’esplosione (video) che ha ferito gravemente cinque loro colleghi (sei gli illesi), infatti, continua a entrare l’acqua del lago. Non è ancora chiaro da dove. I vigili del fuoco hanno fermato le idrovore, mentre si valuta come proseguire. Di conseguenza, ‘slittano’ i tempi dell’inchiesta: nessun sopralluogo sarà possibile finché il sito non sarà agibile e in sicurezza, e dunque neppure i primi lavori per cercare di capire, dal punto di vista tecnico, cosa sia successo.

Sono stati consegnati ai vigili del fuoco  i disegni  dei bambini delle scuole di Camugnano
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C’è da ripulire e poi mettere a disposizione della magistratura i locali per rilievi e indagini", spiega il capo di gabinetto metropolitano di Bologna Sergio Lo Giudice, dopo un breve incontro in Comune tra il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, quelli di Camugnano e Castiglione dei Pepoli, Marco Masinara e Maurizio Fabbri, e un gruppo di dirigenti di Enel. Delegazione di cui faceva parte anche l’ex comandante provinciale dei carabinieri di Bologna, Valerio Giardina, attualmente responsabile della sicurezza, il direttore delle relazioni esterne Nicolò Mardegan, il responsabile affari istituzionali Fabrizio Iaccarino e il suo omologo per l’Emilia-Romagna Massimiliano Bega. Prima di questo summit, lo stesso gruppo aveva incontrato il prefetto Attilio Visconti insieme con i vertici regionali e provinciali dei vigili del fuoco. Nel tardo pomeriggio, invece, c’è stato il faccia a faccia in Regione con l’assessore al Lavoro Vincenzo Colla. "Ci è stata data piena disponibilità a incontrarci dopo gli accertamenti della magistratura, per aprire un nuovo cantiere della sicurezza nei luoghi di lavoro", commenta quest’ultimo.

Sempre ieri mattina, la Procura (procuratore capo Giuseppe Amato e sostituto Flavio Lazzarini) ha assegnato le deleghe specifiche agli investigatori: i carabinieri della polizia giudiziaria coordineranno Nucleo investigativo e ispettorato del lavoro dei carabinieri, tecnici dell’Ausl (medici, ingegneri, un chimico) e vigili del fuoco. Infine, Enel ha rassicurato l’Appennino, anticipando nell’incontro in Comune la propria disponibilità a "restare sul territorio e a garantire la salvaguardia occupazionale".

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