Elezioni comunali 2021 Bologna: rissa sulla data e ipotesi mediazione

Voci di sintesi sul 3 ottobre con ballottaggio il 17. De Maria (Pd) insiste su settembre, Merola chiede parere dell’Iss. Muro del leghista Ostellari

Il periodo possibile per le elezioni comunali a ottobre

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Bologna 16 luglio 2021 - Il primo vero braccio di ferro tra centrosinistra e centrodestra è sulla data del voto delle amministrative. Dopo il Pd con Matteo Lepore che chiedeva di votare a settembre per evitare rischi con la variante Delta, ieri si è aggiunto anche il deputato dem bolognese Andrea De Maria. Il sindaco Virginio Merola, invece, oltre a insistere sulla necessità di una data il prima possibile, chiede, intervistato da ’Etv’, per evitare rischi "il parere dell’Istituto superiore di sanità". Muro, invece, da parte della Lega. Che con il senatore Andrea Ostellari, commissario in Emilia, picchia duro: "Prima ci hanno impedito di svolgere attività politica in centro, con un’ordinanza ingiustificata. Poi hanno smesso di amministrare, concentrandosi sulle primarie della “ditta”, fino al punto di ignorare rave e assembramenti nelle piazze. Oggi, Lepore e compagni, si improvvisano virologi, ma più che i contagi, dimostrano di temere le elezioni. Stiano sereni: si voterà, come previsto, ad ottobre". Il tam tam a livello nazionale continua. I dem puntano al 26 settembre con ballottaggio il 10 ottobre, Lega, FdI e Forza Italia caldeggiano la data che circolava nelle ultime settimane: 10 ottobre per il primo turno, 17 ottobre per secondo. Chi la spunterà? Com’è noto, la finestra indicata è 15 settembre-15 ottobre, e l’ultima parola spetta alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che punterebbe qualunque sia la data a ’spalmare’ le elezioni su due giorni. Ma non c’è solo la questione sanitaria. Il nodo è soprattutto politico, considerando che il centrodestra è partito in ritardo in quasi tutti i comuni rispetto al centrosinistra (salvo Torino) e, soprattutto in città, non ha ancora il candidato. Ergo, anche trovando la quadra nei prossimi giorni sul nome, col voto a settembre resterebbe spazio solo per una campagna elettorale sprint, lasciando a Lepore (e ai candidati delle altre città) un certo vantaggio. Da qui, l’ipotesi di una mediazione. E a quel punto l’idea di urne il 3 ottobre parrebbe verosimile. In questo caso, il ballottaggio sarebbe il 17 e ci sarebbe tempo per le liste fino al 3 settembre. Diversamente se vincesse la linea Pd, bisognerebbe avere tutto pronto per il 26 agosto, data indigeribile per il centrodestra. De Maria insiste sulla prima finestra: "Ci sono tutte le ragioni e le condizioni perché le amministrative si svolgano già a settembre. Questa sarebbe intanto la scelta più giusta sul piano della sicurezza sanitaria". Nessuna accelerazione, specifica il deputato Pd, dopo il rinvio rispetto alla scadenza naturale che doveva essere fra aprile e giugno. Irremovibile il centrodestra. Dopo Salvini che ha cerchiato in rosso il 10 ottobre, ieri ha ribadito la stessa data Maurizio Gasparri. E lo stesso Galeazzo Bignami (Fdi) l’altro ieri ha accusato Lepore di strumentalizzare la data delle urne per fini politici. A Roma (dove il dem Gualtieri è partito dopo Raggi e Calenda) la sinistra di Leu si dice contraria all’’anticipo’ e l’ex segretario dem e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, invoca una sintesi.  

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