EMANUELE CHESI
Cronaca

Fratelli d’Italia e i conti col fascismo: "Nessuna nostalgia, solo polemiche"

Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura, difende i giovani del partito accusati dall’inchiesta di Fanpage

Fratelli d’Italia e i conti col fascismo: "Nessuna nostalgia, solo polemiche"

Fratelli d’Italia e i conti col fascismo: "Nessuna nostalgia, solo polemiche"

L’editore cesenate Francesco Giubilei è presidente di Nazione Futura, il movimento dell’area di centrodestra vicino a Giorgia Meloni. Accreditandosi come simpatizzante di Nazione Futura (che ha minacciato querela), una giornalista del sito Fanpage ha realizzato un’inchiesta sui giovani di Fratelli d’Italia che ha scatenato una bufera politica. Il tema è quello della continuità o meno della destra italiana con Mussolini e il fascismo.

Fanpage ha rivelato l’esistenza di atteggiamenti neofascisti e neonazisti tra i giovani di Fdi. Si tratta di un episodio o è un fenomeno più diffuso?

"Conosco bene Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fdi, ho partecipato come ospite a decine di eventi che hanno organizzato dal Piemonte alla Sicilia, dal Friuli alla Puglia e in nessuna occasione, né durante gli eventi pubblici né in momenti privati come cene o aperitivi, ho mai visto posizioni estremiste o radicali. Non devo certo fare l’avvocato difensore di Gioventù Nazionale ma l’immagine emersa dal servizio di Fanpage non fornisce il vero volto delle centinaia di ragazzi e ragazze che fanno militanza al servizio della propria comunità politica. Sarebbe bello che si raccontassero anche eventi culturali, conferenze, momenti di solidarietà organizzati dai giovani di FdI".

Nell’inchiesta di Fanpage si vedono esponenti di Fdi che sembrano ‘censurarsi’ in pubblico e poi lasciarsi andare in privato. É solo opportunismo, marketing elettorale verso i nostalgici o c’è dell’altro?

"Non penso sia così, non c’è nessuna nostalgia verso il passato ma al contrario, come spiega Giuseppe Prezzolini, principale conservatore italiano, la volontà di portare avanti nuove idee ispirate a principii permanenti. La destra del futuro deve guardare al pensiero conservatore come modello che si basa sulla difesa della libertà e della democrazia, valori che non appartengono al fascismo. Per farlo è necessaria un’importante opera culturale da unire alla militanza attraverso scuole di formazione politica rivolte soprattutto ai giovani a tutti i livelli, dal locale al nazionale".

A destra il rapporto col fascismo resta un problema aperto: perché non si riesce a esprimere una chiara condanna?

"La destra ha già fatto i conti con la storia ed espresso una chiara condanna del fascismo, lo ha fatto negli anni Novanta con la svolta di Fiuggi e l’intuizione di Pinuccio Tatarella che portò alla nascita di Alleanza Nazionale, lo ha fatto più di recente Giorgia Meloni nel suo discorso di insediamento alla Camera da Presidente del Consiglio dicendo ‘mai avuto simpatie per i regimi, fascismo incluso’. Mi sembra al contrario ci sia da parte della sinistra un’ossessione per un “pericolo fascismo” che, per fortuna, non sussiste. Lo scriveva Renzo De Felice: il fascismo è terminato con la morte di Mussolini. Penso sia arrivato il momento di un dibattito politico basato su temi e contenuti e non su accuse fuori dal tempo".

Per Fdi non sarebbe più chiaro cancellare la fiamma (che rimanda al MSI ma anche alla Repubblica Sociale di Mussolini) dal simbolo?

"Se in futuro Fdi dovesse decidere di togliere la fiamma dal proprio simbolo dovrebbe farlo solo su richiesta dei propri militanti o elettori, non certo perché lo chiedono esternamente, è una questione di rispetto della propria comunità politica. Inoltre non penso la fiamma rappresenti un problema dal momento che alle Europee Fdi ha raggiungo il 28%, una percentuale simile a quella che raggiungeva la Democrazia Cristiana nella Prima Repubblica ed è evidente che parte del suo elettorato proviene da altre tradizioni politico/culturali non per forza di destra. Ciò è testimoniato dai flussi elettorali e dai voti ottenuti nelle periferie delle grandi città e tra i ceti più deboli che in passato votavano a sinistra e oggi scelgono in molti casi FdI".