Alluvione: ecco il piano Figliuolo, pronti due miliardi di euro

In squadra sessanta persone, stanziati anche 500 milioni per le imprese. In due mesi la definizione delle priorità. Sindaci e Regione individueranno i centri sui quali intervenire

Bologna, 29 giugno 2023 – Intanto i fondi, anzi quello che tecnicamente il ministero dell’economia e delle finanze denomina Fondo per la ricostruzione: due miliardi di euro in conto capitale a cui si vanno a sommare 500 milioni di euro per le imprese. Poi la struttura, che supporterà il generale Francesco Figliuolo: al massimo sessanta persone, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali e degli enti territoriali, in possesso dei requisiti di professionalità e delle competenze richiesti in materia di ricostruzione.

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Inoltre, al massimo cinque esperti o consulenti in supporto del team per un importo pro capite annuo lordo non superiore a 50mila euro. Sono questi i passaggi fondamentali del decreto legge ricostruzione per Emilia-Romagna, Marche e Toscana aggredite dall’alluvione di maggio.

Da subito il quesito principale aveva riguardato i denari a disposizione, con una ridda di interrogativi lanciati in particolare dagli amministratori di centrosinistra. Un summit dell’altra sera, alla presenza in particolare del sottosegretario Alfredo Mantovano e della premier Giorgia Meloni, ha subito chiarito che invece i fondi ci saranno e copriranno in particolare le richieste iniziali della Regione Emilia-Romagna, arrivata a stimare in oltre 1,9 miliardi il fabbisogno necessario per sistemare frane, smottamenti, strade, ponti, asfalto e argini dei fiumi in attesa dell’autunno e di una possibile recrudescenza del maltempo. A questo si sommano misure per le aziende.

Il decreto, poi, prevede una lunga serie di misure per la ricostruzione. Partiamo dai privati. Entro due mesi dalla nomina, Figliuolo provvederà a distinguere tre tipi di interventi: quelli di "immediata riparazione per il rafforzamento locale degli edifici residenziali e produttivi"; interventi di "ripristino o ricostruzione puntuale di edifici residenziali o produttivi"; interventi di "ricostruzione integrata dei centri o nuclei storici o urbani gravemente danneggiati o distrutti".

Saranno poi definiti criteri di indirizzo per la ricostruzione "in modo da rendere compatibili gli interventi strutturali con la tutela degli aspetti architettonici, storici, paesaggistici o ambientali", con l’obiettivo green di una architettura ecosostenibile e dell’efficientamento energetico. Questi criteri saranno vincolanti sia per i privati sia per i pubblici.

Per quanto riguarda i centri storici distrutti, saranno le Regioni, su proposta dei Comuni, a perimetrare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni commissariali, "i centri e i nuclei di particolare interesse che risultino maggiormente colpiti e nei quali gli interventi sono eseguiti attraverso strumenti urbanistici attuativi".

I contributi, fino al 100 per cento delle spese occorrenti (sempre che non arrivino ulteriore modifiche), saranno erogati in nove casi: riparazione, ripristino o ricostruzione di case, negozi o aziende in relazione al danno effettivamente subito; gravi danni a scorte e beni mobili strumentali alle attività produttive, industriali, agricole e artigianali; danni economici subiti da prodotti in corso di maturazione o stoccaggio; danni alle strutture private adibite ad attività sociali, socio-sanitarie e socio-educative; danni agli edifici privati di interesse storico-artistico; oneri sostenuti da soggetti che abitano in locali sgomberati dalle autorità per l’autonoma sistemazione, per traslochi, depositi e per l’allestimento di alloggi temporanei; delocalizzazione temporanea delle attività economiche o produttive e dei servizi pubblici danneggiati; interventi sociali e socio-sanitari attivati da soggetti pubblici per chi era impossibilitato a tornare al proprio domicilio; interventi per fare fronte alle interruzioni di attività sociali, socio-sanitarie e socio-educative di soggetti pubblici o privati senza fine di lucro.

Sono poi specificati i termini per presentare le domande di contributo, con la specifica che in ogni caso non si potrà superare un anno dall’entrata in vigore del decreto. Il commissario straordinario, a cadenza mensile, potrà svolgere verifiche a campione sugli interventi: in caso di violazioni, potrà annullare o revocare la concessione dei contributi. Verranno previsti dei piani speciali delle opere pubbliche (scuole, beni culturali, infrastrutture ambientali) da approvare entro due mesi dalla nomina di Figliuolo, fondamentale il costante impegno sul territorio del viceministro Galeazzo Bignami. Previsto, infine, anche un piano per la gestione dei rifiuti derivanti dall’alluvione in modo da garantire la massima sicurezza e il riciclo (se possibile).