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Cimice

Bologna, 8 dicembre 2019 - Mentre da poco è entrato in vigore il decreto che autorizza l’introduzione della vespa samurai per combattere il proliferare della cimica asiatica, la Ue dice no alla ri-autorizzazione dell’utilizzo del chlorpyrifos-methyl, suscitando la protesta delle associazioni agricole. Anche il ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova contesta lo stop. La vespa di origine giapponese, nemica naturale della cimice marmorata di provenienza cinese, intanto è stata testata in laboratorio per lo scopo e viene allevata al Crea di Firenze. Ma la sostanza bloccata dalla Ue è per ora l’unico rimedio sicuro.

«Accogliamo con delusione la notizia della mancata ri-autorizzazione, che auspicavamo fosse finalizzata alla difesa delle produzioni ortofrutticole dalla cimice asiatica», sostiene Alleanza cooperative agroalimentari, per bocca del coordinatore del settore Ortofrutticolo, Davide Vernocchi. «In attesa di poter disporre di ulteriori informazioni – aggiunge – non capiamo perché ancora una volta a pagare debba essere il mondo agricolo, rispetto al verificarsi di attacchi alle produzioni causate da insetti patogeni come la cimice, sempre provenienti da Paesi extra-UE. Quest’anno solo la produzione di pere si è dimezzata con un danno economico intorno a 300 milioni di euro». «L’unico antagonista naturale alla cimice asiatica, la vespa samurai, potrà avere i suoi primi benefici solo nei prossimi anni – spiega Vernocchi – e pertanto a breve termine il chlorpyrifos-methyl è l’unico efficace mezzo di difesa fitosanitaria per il controllo di questo devastante insetto».

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«La decisione della Ue – segnala poi Vernocchi – è passata con una maggioranza qualificata risicatissima (68%, serviva il 65), ed ancora una volta la posizione dei Paesi Mediterranei non è stata considerata dalla Commissione e al contempo la posizione del Regno Unito, ossia di un Paese che sta uscendo dall’Europa, è stata invece decisiva». Ora «chiediamo che nei prossimi lavori si giunga ad una deroga specifica e transitoria all’utilizzo del chlorpyrifos-methyl come è previsto dal Regolamento comunitario». «Quello che è più grave è che non ci sono attualmente valide alternative al chlorpyrifos-methyl per una difesa efficace delle piante e per il prossimo anno i frutteti rischiano di essere irrimediabilmente compromessi – dice Cristiano Fini, presidente di Cia Emilia Romagna –. E anche se prenderà il via la sperimentazione con la vespa samurai, passerà almeno un anno per vedere gli effetti positivi dell’antagonista, tempi biblici che i produttori non si possono permettere».
 

«La mancata autorizzazione all’utilizzo del chlorpyrifos-methyl è un grave errore della UE», ha affermato la ministra Teresa Bellanova che a Bruxelles, in questi mesi, si è fatta portavoce delle esigenze del sistema produttivo italiano. Protesta anche Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega, componente della Commissione Agricoltura: «Negare l’uso dell’unico rimedio efficace rappresenta l’ennesimo schiaffo da parte di un’Europa miope e sorda nei riguardi delle esigenze di settori fondamentali dell’economia del nostro Paese».
 

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