Invasione di cavallette, l’esperto spiega perché sono arrivate fino al mare

Si tratta di una specie autoctona che ama le alte temperature e le zone aride. Ci sono modi per cacciare o prevenire la presenza di questi insetti

Cavallette in spiaggia in Riviera
Cavallette in spiaggia in Riviera

Bologna, 1 agosto 2023 – Questa estate calda e temporalesca ha portato anche cavallette un po’ ovunque in Emilia Romagna. Sembra una vera e propria invasione: le si trova nei campi agricoli e fino alla spiaggia

Aggiornamento: Cavallette in Romagna scomparse dalle spiagge

La cavallette “di solito non si spostano tantissimo, è probabile che non si siano schiuse lontano dalle zone in cui sono sono state viste”, spiega il professor Luca Mazzon, entomologo al dipartimento Dafnae dell’Università di Padova. “Di solito prediligono le zone aride e collinose, con un terreno molto asciutto ma anche permeabile. Sono dette ‘zone grillare’, proprio perché molto apprezzate per la deposizione delle uova”.

Professore, possiamo associare la proliferazione di questi insetti alle alte temperature di questa estate?

“Certamente le cavallette vengono fuori quando le temperature sono alte. Prediligono il caldo e gli elementi siccitosi, ma la proliferazione di questa specie, il cui nome scientifico è ‘Calliptamus Italicus’, succede ad anni alterni e sono figlie di quanto accaduto nelle estati precedenti”.

Se c’è una ciclicità possiamo sapere se la situazione migliorerà o peggiorerà nei prossimi mesi?

"L’arrivo delle cavallette di solito ha un inizio e un picco, poi comincia a decrescere. Quindi rientrano nel giro di qualche anno, ma possono fare ritorno. Possiamo ipotizzare che quanto stia accadendo in questo periodo in Emilia Romagna sia un raggiungimento del picco di presenza di questi insetti. Anche in provincia di Vicenza, si sono notate pullulazioni simili. Sono eventi che si ripetono abbastanza di frequente. Nella storia ci sono stati anche episodi molto importanti. Per esempio nel dopoguerra, in Sardegna e al sud si sono verificate grosse pullulazioni di questa specie, che ha recato parecchi danni all'agricoltura. Sono poi intervenuti con pesanti insetticidi, che ora sono vietati”.

La presenza di cavallette fino in spiaggia può essere riconducibile a forti folate di vento?

"Se ci sono correnti importanti sì, è possibile. Non hanno un volo controllato e se ci sono forti venti si possono anche lasciare trasportare. Per esempio, ci sono stati arrivi di cavallette importate dal vento, anche di provenienza africana, in Sardegna nel corso degli anni”.

È una specie autoctona quella che troviamo ora sul nostro territorio?

“Sì, è anche detta ‘cavalletta dalle ali rosa’, perché ha una colorazione rossastra quando distende le ali”.

Si parla di danni ingenti all’agricoltura.

“Sono insetti molto voraci, mangiano qualsiasi cosa. Sono polifagi, perché attaccano tutte le piante, quindi divorano qualunque cosa trovino sul percorso”.

Sono pericolose per l’uomo?

“No, sono innocue per l'uomo. Gli animali da cortile sono molto utili per tenerle sotto controllo. In passato, in Veneto c’è stato un progetto importante per aiutare le aziende agricole contro questo insetto. Le faraone sono ottimi nemici naturali, così come le galline, perché lo mangiano senza problemi. La Regione Veneto, dunque, ha fornito gratuitamente delle faraone alle aziende per il controllo biologico. Un modo per scacciare le cavallette senza insetticidi”.

Altri metodi per allontanare le cavallette?

“Un'altra tecnica riguarda le lavorazioni dei terreni. I terreni fermi dal punto di vista agricolo, cioè non lavorati, sono il luogo ideale per la proliferazione delle cavallette. Per esempio, si trovano nei campi coltivati con erba medica. Il terreno è fermo per molti anni: la situazione ideale per la deposizione delle uova. La lavorazione meccanica della terra, invece, distrugge le uova. Sono tutti sistemi utili per prevenire o cacciare l’insetto, e sostitutivi dei mezzi chimici”.