Pesaro, 14 luglio 2021 – Una bambina ferita da una razza a Misano, in provincia di Rimini, e uno squalo a riva a Pesaro. “Il mare è un po’ come la terra, ci possono essere tanti organismi, alcuni indifferenti e altri più grossi o difensivi”. A dirlo è Corrado Piccinetti, 78 anni, biologo marino appena tornato da un convegno a Roma, già professore di ecologia all’università di Bologna.

Una medusa a riva
Professore, partiamo da ciò che è successo a Misano, come lo spiega?
“La razza in questione penso che sia un trigone, una specie con l’aculeo che vive nelle zone costiere. Non è rara, ha un colore violaceo e se ne trovano abbastanza. Probabilmente è arrivata a riva seguendo branchi di pesce. Non è velenosa però ha un aculeo seghettato, un po’ come una frusta e se mi infilza è pericoloso, provocando un bel dolore”.
Ha accennato al fatto di “organismi grossi e difensivi”. Ma esistono anche quelli piccoli che possono essere pericolosi?
“L’organismo pericoloso non è solo lo squalo perché è grosso. Per esempio, ci sono stati diversi problemi con il pesce ragno, ovvero le tracine, una componente fondamentale del brodetto che mangiamo. Hanno spine con il veleno e una volta a riva erano più numerosi, tanto che tutte le estati i bagnini erano pronti con la bottiglietta dell’ammoniaca per chi strillava dopo averci messo i piedi sopra”.
Ha citato gli squali. Quello a riva a Pesaro è un caso eccezionale?
“La specie di squalo da noi più frequente è la verdesca. Nell’Adriatico abbiamo profondità basse e quindi tende a vivere lontano dalla costa. Quando si avvicinano a riva sono situazioni eccezionali. Anche le verdesche hanno i denti e un morso può succedere che lo diano. Per questo anche a loro non bisogna mettere la mano in bocca”.
E invece le tanto “non benvolute” meduse sono un pericolo?
“Riguardo le meduse la questione è diversa. Hanno un ciclo biologico che le fa vivere 12/16 mesi, quindi da un anno all’altro possono avere una grande variazione a livello di numeri. E anche dopo la riproduzione, se non hanno da mangiare e la giusta temperatura dell’acqua potrebbero morire. Quest’anno ancora non sono arrivate in grande numero. Le vedremo a settembre perché nascono nel periodo estivo. Sono fastidiose, qualcuna ha dei tentacoli urticanti e, a chi è più sensibile, fragile o intollerante, potrebbero creare problemi”.
Quindi professor Piccinetti, si può dire che il Mare Adriatico non è pericoloso?
“Non è un mare pericoloso però bisogna conoscere ciò che c’è. È come quando una persona va in un campo e raccoglie le ortiche. Stessa cosa succede quando uno raccoglie le cozze e mette un dito dentro le attinie aperte che sono urticanti. Non tutto è a dimensione di bagnante”.