Lo sciame di terremoti: "Non si può prevedere l’evoluzione sismica"

Carlo Meletti, primo tecnologo dell’Ingv: "Non esistono le scosse premonitrici. E non c’entra nulla il caldo anomalo: l’atmosfera non influisce con il sottosuolo"

Carlo Meletti (Ingv) e la zona dove si è verificato lo sciame sismico

Carlo Meletti (Ingv) e la zona dove si è verificato lo sciame sismico

Reggio Emilia, 11 febbraio 2024- “Non vi è modo di prevedere l’evoluzione della situazione sismica nella zona emiliana. Sappiamo che qualche Comune del parmense ha previsto di aprire strutture di accoglienza per chi non volesse dormire in casa. Le persone facciano le loro scelte in base alla propria sensibilità".

Non confortano le parole del professor Carlo Meletti, primo tecnologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, geologo e ricercatore di caratura internazionale.

Carlo Meletti (Ingv) e la zona dove si è verificato lo sciame sismico
Carlo Meletti (Ingv) e la zona dove si è verificato lo sciame sismico

Meletti, qual è la situazione alle 15 di sabato 10 febbraio?

"In quattro giorni abbiamo localizzato 146 scosse tutte di magnitudo 2-4, di cui la più forte è stata avvertita anche a Milano, Verona e in Toscana. È uno sciame, ne registriamo a decine in varie regioni; solo come Ingv abbiamo oltre 600 sismografi collegati alla sala di Roma. Alcune sequenze proseguono giorni, settimane, senza che avvenga una scossa più forte che possa provocare danni. In questo periodo ce ne sono ad esempio a Spoleto e nell’Adriatico centrale tra Puglia e la costa albanese. È differente da quella dell’Emilia del 2012, quando ci fu una scossa forte preceduta da una media e seguita da un contorno di altre minori e varie repliche".

Che caratteristiche ha il pedeappennino parmense?

"Questa sismicità non è una sorpresa. Vi sono state altre sequenze simili, l’ultima nel maggio 2020: 73 scosse con epicentro a Felino. Il 23 dicembre 2008 vi fu un terremoto che superò magnitudo 5 a Neviano. Nel 1898 si ricorda un terremoto di 5.4, con danni molto importanti a Langhirano".

Meglio tante piccole scosse?

"Non è vero che le piccole evitano un grosso sisma. Per scaricare l’energia di un terremoto di M5 ci vorrebbero migliaia di scosse come quelle di questi giorni. E non esistono le scosse premonitrici. L’unico condannato del processo dell’Aquila fu una persona che affermò che, siccome le scosse si avvertivano da 4 mesi, il sistema stava scaricando. La Geologia è una scienza molto basata sulla statistica. Sappiamo solo che nel 90-95% dei casi queste sequenze finiscono come sono iniziate. Sappiamo anche che quelli oggi in Emilia sono terremoti molto profondi, 18-20 km, mentre i grandi terremoti del Mugello, di Amatrice, della Garfagnana erano a 8-12 km. Non vi sono danni data la concomitanza di magnitudo e profondità".

Sono sussultori o ondulatori?

"Dal nostro punto di vista non ha alcuna rilevanza: uno stesso sisma si avverte in modo diverso a seconda del luogo in cui ci si trova".

Cosa c’è sotto l’Emilia-Romagna?

"È caratterizzata sulla pianura dalla micro-placca adriatica, un oggetto geologico molto importante, che si approfondisce via via slittando sotto l’Appennino pochi millimetri all’anno, mentre lo stesso Appennino si muove verso la placca. I fenomeni avvengono nella zona di interazione dove l’Appennino monta sopra la placca. Anche Rimini, ad esempio, ha un’alta sismicità. La fascia corre parallela alla catena montuosa".

E i terremoti dei giorni scorsi sul crinale modenese?

"Sono legati a strutture superficiali della catena: a Frassinoro sul confine regionale se n’è verificato uno di 3.2 a soli 4 km di profondità".

Ci sono segnali fisici, meteo o nel comportamento animale che possono far prevedere un sisma?

"Oggi non conosciamo precursori. Facciamo osservazioni, ma purtroppo non possiamo vedere direttamente nel sottosuolo. Nei convegni si discute di monitorare l’andamento delle falde, di emissioni di gas radon, di variazioni termiche misurate dai satelliti… Studiamo i fenomeni e forse un giorno ci aiuteranno a trovare un precursore. Ma oggi non c’è evidenza. Ovviamente non c’entra nulla il caldo anomalo: l’atmosfera non influisce con il sottosuolo. Gli animali vivono uno stato di ansia come noi, non c’è evidenza che sentano prima ‘segnali tellurici’".

Cos’è il rombo udito da molti?

"Le onde sismiche fanno vibrare la superficie terrestre come fosse un tamburo, e nel passaggio terra-aria la vibrazione produce il rumore sordo".