Vasco il Supervissuto, ecco che cosa vediamo nella serie Netflix (ma senza spoiler)

La verità, quella vera, la conosceva soltanto lui, fino a ieri. Ora ne possiamo sapere un po’ di più anche noi ‘umani’

Vasco è il Supervissuto nella docu-serie di Netflix sulla sua rocambolesca vita

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Bologna, 27 settembre 2023 – La verità, quella vera, la conosceva soltanto lui, fino a ieri. Adesso finalmente ne sappiamo un po’ di più anche noi umani. Vasco Rossi si è messo a nudo, ha deciso che era il momento giusto, potendo contare su una strepitosa forza interiore che gli ha permesso di superare momenti difficili, a un passo dal baratro, ma senza negare allo sguardo degli spettatori le vulnerabilità, mostrando un pezzetto di anima.

Che Vasco Rossi vediamo? Cosa rimaneva da svelare? “Vasco – Il supervissuto”, la docu-serie più attesa della stagione, atterrata oggi su Netflix dopo il febbrile tam tam delle scorse settimane, risponde a queste domande. Entriamo nelle stanze finora tenute nascoste, preceduti dal padrone di casa. Voce narrante e guida presente, è lui a condurci nei luoghi che hanno contrassegnato la sua carriera musicale e la sua esistenza, una simbiosi perfetta. Di fatto un format, che si compone di cinque puntate, corrispondenti ad altrettanti decenni nell’esperienza del rocker. Scritta da Igor Artibani e Guglielmo Ariè, insieme a Pepsy Romanoff, regista della docuserie, ‘Vasco Rossi - Il supervissuto’ è stata girata nei due anni di pandemia.

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Infanzia

Com’è nato il mito di Vasco ce lo spiega il primo episodio. Un’infanzia felice a Zocca, genitori e vicinato che lo nutrono di affetto, di coccole. Vasco dà prova del suo talento musicale nelle esibizioni dal vivo, ancora acerbe, e in quel concerto ormai nella storia, in piazza Maggiore. Lo spirito ribelle emerge in un viaggio in auto con il padre. E’ ancora piccolo, ma quando prende il microfono sbaraglia la concorrenza. “A star is born”, 1960.

Amici

Le Br, gli anni di piombo, Potere operaio, Vasco e i suoi amici si identificano nel movimento anarchico. Sono i caldi anni Settanta, vediamo sfilare Floriano Fini, migliore amico dall’infanzia ad oggi, con il ruolo di coordinatore delle attività musicali, poi Elmi, Ballandi, Gaetano Curreri. Vasco si circonda di persone fidate, ma alla fine le decisioni artistiche le prende lui. E sono sempre le migliori. Negli anni Ottanta si fa notare per una rapida ascesa che lo porterà a una notorietà esplosiva, e a quella apparente battuta d’arresto che si rivelerà un exploit formidabile. ‘Vita spericolata’ a Sanremo, 1983. Non c’è nessuno che osa,che sa anticipare i generi, compreso il rap, come fa il Blasco. Lo stile di vita è sregolato, finché la situazione non gli sfugge di mano. Sesso, droga e rock’n’roll riempiono le sue giornate ma gli lasciano una soddisfazione effimera.

Famiglia

Amici che se ne vanno, l’eroina che si prende tante vite ma non la sua, l’esperienza della depressione descritta in modo umano, empatico. Dimostrazione vivente che se ne può uscire. Sarà il carcere a far capire a Vasco che deve imprimere una svolta alla sua vita, mettendo famiglia e musica ai primi posti. Ma non c’è nulla di semplice nella vita, e nella sua, attraversata da un periodo oscuro e di profondo smarrimento interiore. “Ho fatto la cosa più trasgressiva per una rockstar: metter su famiglia”, rivela divertito. Laura Schmidt, compagna di vita, rivela la grande paura di perderlo durante i ricoveri e nel figlio Luca Rossi Schmidt vediamo la freschezza di un cucciolo. Gli affetti di Vasco vengono fuori con spontaneità. Come lui.

Canzoni

La serie regala una canzone inedita, sulla condizione umana, suggello di una carriera che ha dato capolavori alla storia della musica italiana. Scoprirete com’è nata Alba Chiara, chi l’ha ispirata, ma anche ‘Una canzone per te’, ‘La nostra relazione’, un diamante del suo repertorio di cui all’inizio non si è scorto subito il potenziale. Quella canzone che “quando arriva ringrazi il cielo e la chitarra’. Perché Vasco è le sue canzoni, le vive addosso, e chiudono cerchi. “Come nelle favole”.  

Morto e risorto

Preso per un pelo nel 2011, dopo una lunga terapia intensiva, tre malattie e il coma, Vasco incredibilmente si riprende. Ne aveva passate di bruttissime, le morti in sequenza di Lolli, Marietto, Massimino Riva, c’era una devastante voglia di farla finita. Ma lui torna e organizza il live dei record, il Modena Park.

Valentino Rossi

Valentino Rossi, Vasco Rossi, i due VR. Tratti comuni ne hanno: nati in febbraio, segno zodiacale Acquario, entrambi liberi e ribelli, alle convenzioni e alle raccomandazioni. E amano tanto, ma tanto la vita spericolata. “Mio papà Graziano aveva un adesivo sulla moto, di Gatto Silvestro, e quel motto: Siamo solo noi”. E’ l’inizio di una straordinaria amicizia. Dunque, la rockstar si è messa in gioco. Parla in prima persona. Adesso la serie è fuori, in pasto ai fan che la ameranno e agli utenti abituali della piattaforma, giudici severi e non di parte. Vasco lo sa, ecco lo scarto, enorme, rispetto al passato. Non più dichiarazioni, stralci di intervista, ma la sua versione. E’ il regalo più grande.