La carovana del jazz: le stelle di Crossroads sono pronte a brillare

Torna la rassegna regionale arrivata al giro di boa dei venticinque anni Da Mancuso a Ottolini, fino alle muse e grandi band. Si parte con Melingo

Mauro Ottolini

Nella foto sopra, Mauro Ottolini e, sotto, Karima (Roberto Cifarelli)

Qual è il significato del jazz che corre sugli arpeggi ipnotici delle chitarre, il dispotismo degli strumenti percussivi e i colori vocali dei solisti, là dove il sound rimanda a certa musica contemporanea nel suo approccio alle tessiture, esplorando i luoghi eterei del non scritto? La risposta è in Crossroads 2024, fanta-kermesse di stili che si compenetrano, ormai alla 25ma edizione. Quattro mesi di musica multi-generazionale, dal 3 marzo al 13 luglio, spalmati da Rimini a Piacenza, nei crocevia delle popolar streets e dei teatri di 25 comuni con più di 60 concerti per oltre 400 musicisti. Festival globe-trotter, parte di Jazzer powered by Gruppo Hera, griffato Jazz Network per la direzione artistica di Sandra Costantini, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al paesaggio della Regione Emilia-Romagna.

Personalità magnetiche, sensibili, onnivore, aperte si spartiranno la ribalta su canovacci vicini al mainstream e tutto quanto vi fiorisce attorno. Un recital da accademia del jazz per monadi coese da lunga consuetudine come Don Moye e Uri Caine e musicisti residenti del calibro di Enrico Rava, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso con progetti nuovi. Insieme ad altre grandi firme nazionali come Roberto Gatto, Rita Marcotulli e Danilo Rea, Beppe Servillo e Mauro Ottolini. Con Abdullah Ibrahim, Omar Sosa e Richard Galliano nella sfida globale dei suoni ambrati. Ma anche talenti in odore di celebrità quali Matteo Mancuso e Frida Bollani Magoni. T

ante le sorprese da pescare nella poligonia dell’universo jazzistico a partire da Melingo cui è affidata l’ouverture reggiana del 3 marzo al Teatro Fabrizio De André (ore 21:15). Festival nel festival, dal 3 al 13 maggio si accendono le luci sul Ravenna Jazz , tra Teatro Alighieri e i jazz club, terra di conquista di Ottolini, guest del quintetto del sassofonista Alessandro Scala e con Tommaso Vittorini, il beatboxer Alien Dee e il sassofonista Mauro Negri in Pazzi di Jazz, produzione originale dedicata a Harry Belafonte. Il Teatro Socjale di Piangipane ospiterà la violoncellista e cantante cubana Ana Carla Maza in duo (il 5 maggio) e la voce di Petra Magoni e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti. Ma questa è pure l’edizione The girls in the band da Maria Pia De Vito in quintetto (30 marzo a Ferrara) e Rossana Casale con Almost Blue (3 aprile, a Medolla) a Karima che omaggia Burt Bacharach (11 aprile, Fusignano). Sarah Jane Morris, Sarah McKenzie, Laurianne Langevin e Magalí Sare le altre ’muse’. Spazio anche ai grandi organici orchestrali, dalla On Time Band, (19 maggio, Correggio) e alla Sarti Big Band (14 aprile, Modena).