C’è chi non si arrende: "Io, con i miei 80 anni ancora ai fornelli. Per salvare la Gigina"

Il titolare continua a tenere aperta la trattoria tanto cara a Roberto Pazzi. “Si fanno avanti tanti per comprare il locale, ma non svendo un simbolo”

Franco Baglioni mostra una foto storica della trattoria Gigina
Franco Baglioni mostra una foto storica della trattoria Gigina

Ferrara, 9 dicembre 2023 – Franco Baglioni, 80 primavere, si alza ogni mattina per andare ad aprire la porta della sua trattoria ‘Gigina’. Quasi ogni mattina. "A pranzo siamo aperti tutti i giorni, fino a sabato. Poi mi devo riposare, perché ormai ho trascorso la mia vita più qui che a casa", dice il titolare della trattoria che nell’anno 1901 – il battesimo del fuoco – apriva tra ombrelloni e tavolini all’angolo tra le vie Darsena e San Giacomo, isola al sapore della nostalgia tanto cara a Roberto Pazzi, scrittore e giornalista, di cui giovedì si sono celebrati i funerali.

Che tanto si era battuto per la salvezza di questo luogo ad una manciata di metri dai binari del treno, il tintinnio delle posate che a volte scompariva oscurato dal convoglio che passava sferragliando. "In questi due anni – dice Baglioni – da quando è stato lanciato l’appello per salvare questo locale che fa parte della carta d’identità di Ferrara, si sono fatti avanti in tanti, veramente in tanti"

Chi sono?

"Persone che vogliono comprare il locale, anche adesso abbiamo una trattativa in corso. Staremo a vedere"

Che offerte fanno?

"Non voglio parlare di soldi, non mi piace. Ma quello che posso dire è che noi abbiamo già abbassato il costo e non di poco. Eppure, nonostante questo, non riusciamo a vendere. La gente non ha soldi, non posso cedere questa attività per delle briciole. Non sarebbe dignitoso, qui vive ancora una storia"

Non solo di una storia parlerà con i possibili compratori

"Infatti. I clienti fortunatamente ci sono, c’è un bel giro. I nostri piatti fanno parte del menù delle nostre origini, un menù che in questi ultimi anni è stato anche riscoperto"

Come una fetta di salama da sugo.

"Sì, questi sono i nostri piatti che alla fine non sono mai cambiati. Ed è questo che chiedono i nostri affezionati clienti"

Eppure...

"Eppure, chi si fa avanti per comprare prima magari mi racconta che i soldi non sono un problema. E allora ci sediamo ad un tavolo. Parliamone, dico. E quelli se ne escono con cifre che fanno ridere, non posso proprio accettare. E’ anche una questione di rispetto, per questo posto e per il lavoro di una vita. Qui, tra queste pareti, ci sono più di cento anni di storia"

Tracci un identikit di questi possibili acquirenti.

"Giovani, famiglie. C’è un po’ di tutto. Proprio la scorsa settimana avevamo intavolato una trattativa. Staremo a vedere"

Quando aveva lanciato l’appello per il suo locale, alcuni anni fa, aveva anche sfatato un ‘mito’.

"Sì, non è per niente vero che i cinesi arrivano e si comprano tutto aprendo una valigetta gonfia di soldi. Anche qui sono arrivati, hanno cercato di tirare il più possibile sul prezzo. Ci sono in giro speculatori che cercano di lucrare proprio su situazioni come questa, aspettano l’occasione per comprare per un pezzo di pane. Ma con me non la spuntano"

Insomma fino a quando ci sarà lei la Gigina è salva?

"Certo, qui niente involtini primavera o insegne con scritto drago rosso. Qui salamina, tortellini e ’caplit’ continueranno a restare i piatti forti. Non voglio che venga stravolta l’identità di un luogo che è stato anche dichiarato bottega storica. Sono nato tra queste pareti nel 1943, mio padre è nato qui nel 1914. Ogni pietra racconta di noi, della storia di Ferrara".

Il pranzo di Natale?

"Mi riposo, le feste le trascorro a casa mia".