Scippatore seriale a Ferrara: chiesto il processo per l’uomo che aggredì due anziane

La procura ha concluso le indagini e proposto il rinvio a giudizio. L’imputato agì a Pontelagoscuro, una vittima cadde dalla bicicletta

Chiesto il processo per lo scippatore seriale di Pontelagoscuro
Chiesto il processo per lo scippatore seriale di Pontelagoscuro

Ferrara, 22 agosto 2023 – Sceglieva le sue vittime con cura e poi colpiva con il volto coperto da una bandana e un berretto. Nel settembre dell’anno scorso era diventato l’incubo di Pontelagoscuro. Nel giro di pochi giorni, stando alle accuse, avrebbe commesso due scippi, uno dei quali si è concluso con la vittima rovinata a terra e ferita.

Una serie di raid che avevano messo in allarme gli abitanti della frazione sul Po. Dopo qualche giorno di indagini, i carabinieri erano però riusciti a stringere il cerchio interno al presunto responsabile e ad arrestarlo. In manette finì un tunisino di trent’anni residente in zona Barco. Oggi, a quasi un anno dai fatti, la giustizia si appresta a presentargli il conto. Concluse le indagini, la procura ha chiesto per lui il rinvio a giudizio.

Due gli episodi che gli vengono contestati. Il primo risale al 3 settembre dell’anno scorso. Il giovane individua la vittima, una 73enne. Le si avvicina, il volto travisato da bandana e berrettino. Afferra lo zainetto della malcapitata, glielo strappa e poi fugge facendo perdere le proprie tracce. Il bottino ammonta a quaranta euro, un cellulare e alcuni oggetti personali della donna.

Non passano nemmeno 48 ore ed ecco che il trentenne entra di nuovo in azione. Stesse modalità, stessa dinamica. Stavolta punta una ciclista. Le sue avvicina e cerca di strapparle la borsetta legata al manubrio della bici. La donna prova a fare resistenza, ma ha la peggio. Il giovane la strattona e la fa rovinare a terra. Nella caduta riporta qualche lieve ferita. Il malvivente afferra dunque la borsetta (all’interno ci sono 175 euro) e fugge. Non farà molta strada. Poco dopo, infatti, i carabinieri si mettono sulle sue tracce e, sulla base della descrizione fornita dalla vittima, lo individuano. Addosso ha alcuni elementi che lo incastrano, come la bandana e il berretto utilizzati per coprirsi il volto e il provento del furto.

Dopo la cattura, i militari dell’Arma portano avanti tutti gli accertamenti utili a ricostruire l’accaduto. Gli elementi raccolti permettono agli investigatori di contestare al giovane nordafricano anche il colpo di due giorni prima. Ora, a un anno dai fatti, la procura ha concluso le indagini e chiesto il processo per il trentenne. Dovrà rispondere di furto aggravato per i due distinti episodi che gli sono stati attribuiti. In quel periodo furono però molti di più i crimini commessi con le stesse modalità e nella stessa zona. Gli inquirenti hanno lavorato a lungo per capire chi fosse il responsabile degli altri episodi, ma per il momento non sarebbero emersi elementi sufficienti. Discorso diverso, invece, per i due scippi del 3 e 5 settembre dei quali – secondo l’impianto accusatorio – sarebbe responsabile proprio il trentenne tunisino.