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2 apr 2022

Addio a Rondoni, guidò Soles e Cassa Edile

Aveva 87 anni, lunedì i funerali al Suffragio. Imprenditore delle costruzioni, era stato attivo per Banca di Forlì, Zangheri e teatro dell’Arca

Umberto Rondoni si era impegnato anche nel Volley Forlì e nella Golden 81 di calcio
Umberto Rondoni si era impegnato anche nel Volley Forlì e nella Golden 81 di calcio
Umberto Rondoni si era impegnato anche nel Volley Forlì e nella Golden 81 di calcio

Si svolgeranno lunedì alle ore 15 nella chiesa del Suffragio i funerali di Umberto Rondoni, morto ieri a 87 anni dopo una lunga malattia e un ricovero all’Hospice di Forlimpopoli: la camera mortuaria all’ospedale Pierantoni sarà allestita oggi pomeriggio. Le offerte in memoria saranno devolute all’Associazione Amici dell’Hospice.

Originario di Cervia, classe 1934, era giunto a Forlì da ragazzo per compiere gli studi di ragioneria. A scuola aveva conosciuto Giovanna, figlia dell’imprenditore edile Nino Gardini, che successivamente sposò e dalla quale ha avuto tre figli: Alessandro, giornalista; Davide, poeta e scrittore; ed Elisa, docente di lingua e letteratura inglese. Rondoni, inoltre, lascia due fratelli, Mario e Paola, nipoti, e Beatrice Weimer con cui si era unito da diversi decenni. Per anni protagonista nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare forlivese, è stato amministratore dell’impresa Soles (derivata da quella del suocero Gardini). Oltre a diverse costruzioni di immobili in città, si ricordano iniziative imprenditoriali all’estero, tra cui Africa e Medio Oriente: costruì un ospedale in Arabia Saudita e, per conto della Comunità Europea, serbatoi acquedotti in Ciad, uno dei Paesi più poveri del mondo, dove si recò più volte e fu anche costretto a un periodo di isolamento a causa di un colpo di stato che bloccò le partenze degli stranieri. Proprio un originale brevetto di costruzione dei serbatoi permise all’impresa di sopravvivere durante un momento di difficoltà del settore.

Rondoni era impegnato nella realtà economica e sociale della città: è stato, tra l’altro, presidente della Cassa Edile e rappresentante nel mondo degli industriali di Forlì quando gli uffici della ditta erano nel palazzo in corso Garibaldi dove aveva sede pure l’Associazione degli industriali. Dal 1997 al 2012 è stato membro del consiglio di amministrazione dell’allora Cassa Rurale poi Banca di Forlì, di Immobilfor, e ha svolto anche il ruolo di consigliere della residenza ‘Zangheri’. È stato fra i promotori del Teatro dell’Arca (oggi Testori), in via Vespucci, con il recupero di quello che era un magazzino di materassi divenuto successivamente, grazie anche al suo impegno, uno dei luoghi cittadini della cultura. Ha aiutato realtà sociali, culturali ed ecclesiali seguendo la spinta ideale di don Francesco Ricci e don Lino Andrini. Appassionato di viaggi e sport, ha praticato da giovane la pallavolo ed è stato vicepresidente della squadra forlivese giunta pure in serie A sotto la presidenza Todeschini, oltre che presidente di una squadra di calcio di terza categoria, la Golden 81.

"È stato un costruttore e un valente amministratore, sapeva abbinare il coraggio dell’imprenditore con l’attenzione alle persone che cercavano di comprare casa come traguardo di vita", raccontano i figli che ricordano "la sua grande laboriosità e il suo impegno, il gusto della compagnia e della buona tavola, la sua capacità di lottare nelle situazioni più drammatiche, considerato che aveva un tumore dal 1988 con cui ha combattuto fino all’ultimo. Ha aiutato tante realtà a crescere con la sua esperienza e i suoi consigli".

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