Il centro si svuota: in 12 anni chiusi 260 negozi. “Persi 1.500 posti di lavoro”

Forlì, Confcommercio critica duramente le politiche che hanno consentito l’apertura di grandi aree. Zattini ai candidati sindaci: “Agire su riqualificazione urbana, servizi e attrattività”

Tanti negozi vuoti a Forlì
Tanti negozi vuoti a Forlì

Forlì, 10 febbraio 2024 – “Facciamo parlare i numeri". E’ questo il monito del direttore di Confcommercio Alberto Zattini riferendosi al panorama commerciale del forlivese degli ultimi anni. I numeri sono quelli dell’Osservatorio sulla demografia d’impresa nelle città italiane. Si tratta di un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio che ha puntato i fari proprio sui cambiamenti del commercio e delle imprese nelle città italiane negli ultimi dieci anni, con particolare riguardo ai centri storici.

“A Forlì – anticipa Zattini – abbiamo perso nel giro di dodici anni quasi 260 imprese del commercio al dettaglio. Ciò significa più di 1.500 posti di lavoro". I numeri del commercio al dettaglio dicono che nel 2012 le imprese erano 1.217 (763 in centro storico, 454 all’esterno), passate alle 1.033 del 2019 (658 nel centro storico e 375 fuori) per arrivare all’ultimo dato disponibile (aggiornato a giugno 2023), 963 (622 in centro e 341 all’esterno).

"I dati – prosegue – certificano come, confrontando il 2012 e il 2023, la perdita sia stata di 257 imprese. Allo stesso tempo il calo ha riguardato chi ha avuto il coraggio di investire in centro storico. Forse, davanti a questo quadro i politici di tutti gli schieramenti potranno capire cosa ha significato autorizzare la costruzione di aree commerciali medio-grandi".

Come vanno le cose per alberghi, bar e ristoranti? Secondo i dati analizzati da Confcommercio, nel 2012 erano 502 (303 in centro, 199 fuori), sostanzialmente stabili nel 2019, fino ai 491 del giugno dello scorso anno (di questi 341 in centro, 150 fuori). "Dal 2012 a metà 2023 la perdita è stata di ‘appena’ 11 esercizi di questa natura. Questo conferma quanto Ascom sta dicendo da anni, e cioè che il settore della somministrazione è quello che sta resistendo meglio alla crisi economica".

Il ragionamento del direttore Zattini si allarga: "Alla politica – dai candidati sindaco ai consiglieri comunali – chiediamo un’analisi di questi dati. Partite da qui e poi prendete le decisioni. La nostra rete commerciale è fatta da piccole e piccolissime imprese che vanno salvaguardate. Le evidenti lacune di alcune istituzioni, cito per tutti la Camera di Commercio, auspico possano essere coperte dalla politica con azioni concrete e interrompendo l’approvazione di delibere che hanno demolito il nostro centro storico. Mi riferisco alla validazione delle 97 medio grandi strutture di vendita iniziata nel 2017 con la giunta Drei e proseguita fino ai nostri giorni".

Un passaggio finale Zattini lo dedica alla sicurezza: "Abbiamo letto in questi giorni di residenti e commercianti preoccupati per il degrado. Sono ormai anni che sosteniamo l’esistenza di un problema che deve essere affrontato con determinazione e coraggio. Chiediamo alla politica di fare la propria parte, con presidi nelle zone più a rischio e più investimenti nella videosorveglianza".

"Il commercio – prosegue Zattini – vive un momento molto critico, sia in città che fuori, e questa tendenza va arrestata con una politica seria e progetti di riqualificazione urbana, servizi e attrattività, anche in considerazione del fatto che il 2024 sarà un anno che ci metterà ulteriormente alla prova. Questo è l’appello che facciamo alla politica: le città non possono sopravvivere senza il commercio".