Francesca Amadori: “Insegno agli studenti come gestire ansia e relazioni sul lavoro”

Seconda edizione, all’Iti Marconi, del corso che spiega ai ragazzi l’arte di comunicare con gli altri e davanti agli altri, per saper controllare le emozioni ma anche rendere al massimo durante un colloquio

Francesca Amadori

Francesca Amadori

Forlì, 27 febbraio 2024 – Dopo il successo dello scorso anno, all’Istituto Tecnico Industriale Statale ‘G. Marconi’ di Forlì prende il via la seconda edizione del progetto di ‘public speaking’, ossia l’arte di comunicare. Attraverso questa iniziativa gli studenti vengono stimolati all’apprendimento con una serie di esercitazioni pratiche, utilizzando metodologie tratte dalla didattica teatrale. A tenere il corso è una professionista del settore, la dottoressa Francesca Amadori, ex responsabile Corporate Communication del gruppo Amadori, che nel progetto sviluppa in modo particolare i moduli relativi alla consapevolezza del parlare in pubblico, alla costruzione del discorso, alla gestione dell’ansia e dell’emotività e la parte inerente i colloqui di lavoro nelle aziende. Amadori viene affiancata da due esperte dell’educazione per ragazzi, che propongono esercizi utili a rendere la lezione interattiva e dinamica. Il corso si articola in quattro moduli che trattano nell’ordine: l’importanza di saper comunicare e i potenziali obiettivi; il linguaggio paraverbale e l’emotività; la voce e le sue potenzialità e la costruzione del discorso, il parlare in pubblico. L’intera iniziativa, di cui si è fatto promotore il dirigente scolastico dell’Itis Marconi, Marco Ruscelli, è sostenuta economicamente dal Lions Club Forlì Host per un importo di 7.500 euro e vede la partecipazione di circa 250 ragazzi.

Francesca Amadori, di cosa si occupa attualmente in ambito professionale?

"Oggi sono una consulente in comunicazione corporate per imprese e associazioni. Si tratta di quella comunicazione istituzionale che aiuta le imprese a promuovere la realizzazione e reputazione del brand. Ho sempre avuto esperienze in questo settore, in grandi imprese complesse e strutturate".

Cosa cerca chi si rivolge a lei?

"Chi si rivolge a me ha bisogno di organizzare la propria comunicazione, partendo dall’individuazione di una strategia, fino a trovare un proprio storytelling. Alcuni poi hanno bisogno anche di organizzarsi sulla comunicazione esterna. Ad esempio le pubbliche relazioni, come la gestione dell’ufficio stampa o l’organizzazione di eventi. Un altro tema che mi viene richiesto è il ’crisis management’, quindi la gestione delle crisi con impatto mediatico nelle aziende".

Come la sua esperienza aziendale ed imprenditoriale l’ha portata ad occuparsi di formazione per i giovani?

"Per me è stata una sfida. Occupandomi di comunicazione ho sempre pensato che uno dei target più difficili con i quali interagire potessero essere i giovani. Così ho proposto al dirigente scolastico dell’Iti Marconi di Forlì questo corso sulla comunicazione, che noi abbiamo chiamato ‘Public Speaking’".

Di cosa si tratta?

"È un corso dinamico-esperienziale che esce dalle classiche lezioni tradizionali e che vuole far apprendere ai ragazzi delle nozioni attraverso degli esercizi. Quindi c’è molta interazione in aula, perché vogliamo portarli ad acquisire consapevolezza attraverso la pratica. Tocchiamo temi del verbale, il paraverbale, la gestione dei comportamenti, delle emozioni, la relazione e le modalità di relazionarsi".

Come può un corso del genere aiutare i giovani nel loro futuro professionale?

"‘Public Speaking’ significa anche gestione delle emozioni quando si parla in pubblico. Le aziende stesse con le quali lavoro mi dicono spesso che uno dei temi che devono affrontare ogni giorno è riuscire a gestire le nuove generazioni all’interno delle aziende".

Ad esempio?

"Spesso i giovani hanno difficoltà nella relazione con il proprio responsabile o durante un colloquio nel parlare davanti a quello che potrebbe essere il futuro capo. Sono aumentati i casi di disagi anche nella gestione della relazione all’interno delle organizzazioni. Diventa quindi interessante affrontare la gestione dei comportamenti e delle emozioni già dal percorso scolastico".

Cosa è importante in un colloquio lavorativo e a quali aspetti un candidato deve prestare attenzione?

"Quello che a mio parere è importante è il fatto di cercare di comunicare all’interno di un colloquio di lavoro le proprie caratteristiche personali e competenze acquisite pensando all’azienda e alla posizione per la quale ci si sta candidando. Ai ragazzi dico sempre di valorizzare se stessi e di esprimere la versione migliore di se stessi. Quindi da una parte si affronta la comprensione del contesto nel quale sono, l’organizzazione nella quale si trovano, come ci si deve relazionare, come ci si deve comportare e dall’altra esprimere se stessi".

Il corso verrà riproposto in altri istituti?

"In realtà siamo partiti con questa iniziativa con un progetto pilota sempre a Forlì nel gennaio-febbraio dello scorso anno scolastico soltanto due classi. Il progetto è andato così bene che il dirigente scolastico addirittura ha trovato i finanziamenti per dieci corsi. Penso che le tematiche affrontate diano valore non solo al percorso scolastico dei ragazzi, ma siano anche utili per affrontare l’ingresso nel mondo del lavoro".