L’appello delle suore: "Aiutateci a riaprire la chiesa di Montepaolo la notte di Natale"

Per mettere in sicurezza l’edificio colpito dal sisma servono 30mila euro La deputata Tassinari: "Riferimento religioso e culturale per la Romagna"

Le suore di Montepaolo davanti alla chiesa dichiarata inagibile
Le suore di Montepaolo davanti alla chiesa dichiarata inagibile

Montepaolo (Forlì-Cesena), 4 dicembre 2023 – Il terremoto dello scorso 18 settembre ha causato molti danni anche all’eremo santuario di Sant’Antonio di Montepaolo, dove vive una comunità di otto suore Clarisse, guidate dalla superiora, suor Mariangela Bagnolini.

A causa dell’alluvione e conseguenti frane del mese di maggio, le suore avevano dovuto abbandonare l’eremo per essere ospitate nel seminario di Faenza. Erano rientrate da pochi giorni a Montepaolo, quando le scosse di terremoto hanno reso inagibili la chiesa, la casa degli incontri e l’ex scuola per i servizi di accoglienza, lasciando invece agibile solo la casa delle suore, all’interno della quale si trova anche una cappella provvisoria.

Le Clarisse hanno fatto una scelta, come spiega la superiora: "Abbiamo deciso di puntare tutti i nostri sforzi sulla messa in sicurezza della chiesa per riaprirla il prima possibile. Ma abbiamo bisogno di aiuto". Ecco perché le sorelle di Santa Chiara di Montepaolo hanno lanciato un appello ai fedeli, agli amici dell’eremo (conosciuto non solo in Romagna, ma in tutta Italia) e a tutti gli uomini di buona volontà: "Dateci una mano a mettere in sicurezza la chiesa".

I tecnici stanno facendo il preventivo dei lavori, "che è un po’ più complesso del previsto". Ma si tratta certamente di una somma non inferiore ad alcune centinaia di migliaia di euro. La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha dato un primo contributo. Per il resto le suore si affidano "al buon cuore della gente e alla Provvidenza, perché da Montepaolo non vorremmo ripartire un’altra volta" (Iban presso Credito Cooperativo Ravennate Imolese IT28L0854223700000000015571, monastero delle Clarisse di S. Chiara per raccolta-fondi: restauro Santuario di S. Antonio a Montepaolo).

Confida la superiora: "Finora sono arrivati sul conto oltre 8mila euro. Certamente una somma generosa, ma il nostro obiettivo resta quello di arrivare a 25-30mila euro entro Natale, per poter innalzare un ponteggio nella navata centrale e riaprire in sicurezza e provvisoriamente la chiesa la notte di Natale". Questo obiettivo è sostenuto anche da molti amici di Montepaolo, fra cui la deputata Rosaria Tassinari e imprenditori del territorio, in testa ai quali figurano per entusiasmo Domenico Mambelli e Giulia Tassinari Ginestri, la quale invita tutti gli amici dell’eremo con una provocazione: "Facciamoci un regalo di Natale, sottoscrivendo una donazione per poter riaprire la chiesa di Montepaolo la notte di Natale con le impalcature sulla testa e poi al più presto definitivamente in sicurezza".

Aggiunge la deputata Tassinari: "Condivido la preoccupazione delle suore e di tutti gli amici dell’eremo santuario di Sant’Antonio, perché Montepaolo non è solo un riferimento religioso, ma anche culturale e turistico per l’intera Romagna". Per l’installazione dei ponteggi, che serviranno per i lavori di messa in sicurezza della volta della chiesa, è stata individuata l’azienda Adria Ponteggi, mentre la ristrutturazione e la messa in sicurezza della volta dovrebbe essere affidata alla ditta Zambelli di Galeata.