Vescovo unico per due diocesi, Corazza dopo Regattieri? Il Papa ci pensa

La svolta potrebbe scattare a ottobre, quando il pastore cesenate compirà 75 anni. Se ne parla anche per Faenza-Modigliana e Imola

Da sinistra: Livio Corazza (Forlì-Bertinoro) e Douglas Regattieri (Cesena-Sarsina). C’è, comunque, anche l’ipotesi di una proroga o di un’altra nomina

Da sinistra: Livio Corazza (Forlì-Bertinoro) e Douglas Regattieri (Cesena-Sarsina). C’è, comunque, anche l’ipotesi di una proroga o di un’altra nomina

Forlì, 5 gennaio 2024 – “Ci sono i pro e i contro. Tutto è possibile, ma qual è la scelta migliore? Per fortuna non tocca a me decidere". Così il vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza, 70 anni, si è espresso sulla eventualità che sia egli stesso a rilevare la guida anche della diocesi di Cesena-Sarsina, quando monsignor Douglas Regattieri dovrà lasciare l’incarico per motivi di età. Ciò avverrà il 5 ottobre di quest’anno, giorno in cui Regattieri compirà 75 anni. Il codice di diritto canonico dispone che il vescovo diocesano che abbia raggiunto quell’età presenti la rinuncia al Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze.

Spetterà dunque a papa Francesco decidere se accettare le dimissioni e provvedere a una nuova nomina, oppure concedere una proroga, che sarebbe possibile, tenuto conto delle buone condizioni di salute e di efficienza del vescovo Regattieri, il quale ha già deciso che continuerà a vivere a Cesena, una volta lasciato l’incarico, in un’abitazione che verrà adibita nella casa canonica della parrocchia dell’Osservanza.

Nel caso invece di nuova nomina, si sta in effetti facendo largo l’ipotesi del vescovo unico per due diocesi, tenendo conto anche del fatto che papa Francesco ha ribadito pubblicamente in diverse assemblee generali della Conferenza episcopale italiana che il numero dei vescovi italiani è elevato (le diocesi in Italia sono 226). Tanto che negli ultimi anni ha proceduto in numerose situazioni con l’accorpamento ‘in persona episcopi’.

L’espressione latina significa "nella persona del vescovo" ed è usata dalla Santa Sede per indicare l’unione di due o più diocesi: si lasciano inalterate le strutture di ciascuna (seminari, cattedrali, uffici di curia) ad eccezione del ministero episcopale, che è esercitato da un unico pastore. È la forma più blanda di unione fra diocesi, ma può anche essere una soluzione di transizione verso la cosiddetta unione ‘aeque principaliter’, la piena fusione di due realtà in una sola.

Esemplare il caso delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi (realtà dalla quale proviene proprio Regattieri): nel 2020 l’arcivescovo di Modena, il forlivese Erio Castellucci, vicepresidente della Cei, è stato nominato anche nuovo vescovo di Carpi. In un recente convegno, il presidente della Cei, il cardinale di Bologna Matteo Zuppi, ha affermato che "prima o poi ci sarà un trattino che unirà le due diocesi", lasciando intendere che in futuro Modena-Nonantola e Carpi saranno unificate.

In questi giorni il vescovo di Cesena Douglas Regattieri si trova in visita pastorale in India nello stato del Kerala. Dagli ambienti diocesani si apprende che un eventuale avvicendamento del vescovo in carica con quello di Forlì-Bertinoro è una eventualità certamente possibile, ma una controindicazione potrebbe essere rappresentata dal fatto che si tratta di due diocesi popolose che insieme sfiorano i 300mila abitanti: un fattore che potrebbe far soprassedere il pontefice. Va tuttavia tenuto in conto che nel settembre scorso l’antica diocesi suburbicaria di Frascati in provincia di Roma (124mila abitanti), è stata accorpata con la diocesi di Velletri-Segni (127mila residenti), sempre "in persona episcopi".

L’unificazione nell’unica persona del vescovo, secondo la linea che sta tenacemente attuando Bergoglio, potrebbe profilarsi anche per le diocesi di Imola e quella di Faenza-Modigliana (dove il vescovo Mario Toso raggiungerà nel 2025 l’età canonica della pensione). Intanto, è pressoché certo che del destino delle diocesi col vescovo sulla soglia dei 75 anni, come Cesena-Sarsina, si ragionerà a un imminente appuntamento di cui sarà protagonista la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna: nella settimana dal 26 febbraio al 3 marzo si terrà la visita ‘ad limina’ al pontefice, incontro che si tiene ogni cinque anni per illustrare lo stato delle rispettive diocesi e i nodi problematici dal punto di vista pastorale.