MATTIA GRANDI
Cronaca

Maltempo, case isolate e sfollati nella vallata: aziende invase dal fango

Borgo Tossignano e Casalfiumanese i paesi più colpiti, notte in bianco anche nella Bassa. Isolata la zona a monte di via Rineggio, preoccupazione per eventuali danni al ponte.

Imola, 4 novembre 22023 – Una piena superiore a quelle dello scorso maggio e del 2014. La Vallata è piombata di nuovo nell’incubo alluvione nella tarda serata di giovedì scorso quando i livelli idrometrici registrati dai sensori sul Santerno hanno superato le soglie di guardia.

Il dazio da pagare alle forti piogge cadute nelle scorse ore sul territorio.

Al lavoro per liberare case e aziende  invase dal fango
Al lavoro per liberare case e aziende invase dal fango

Ma anche sul crinale appenninico, al confine con la Toscana, dove nasce il fiume che attraversa la collina. Un corso d’acqua gonfio come non mai che ha sfogato la sua rabbia soprattutto all’altezza di Borgo Tossignano e Casalfiumanese.

"Le situazioni più critiche riguardano la zona del lago di Riviera, l’attività produttiva agricola Bertuzzi sulla Codrignanese con capannone inondato e la porzione del centro storico verso il lungofiume. Qui ci sono almeno tre abitazioni interessate da danni – spiega il sindaco Mauro Ghini dal centro operativo sovracomunale riattivato nel municipio –. Isolata la porzione a monte di via Rineggio, con cinque nuclei familiari e l’attività ricettiva ‘La Casa del fiume’, per un possibile problema sul ponte colpito dalla furia del Santerno che trascinava grossi tronchi".

Non solo. "Attendiamo verifiche sull’attraversamento da parte di un tecnico strutturista ma nel fine settimana resterà di certo chiuso – continua –. Allagamenti prima di Codrignano". Senza dimenticare diversi alberi piegati dal forte vento.

A Casalfiumanese problemi nella parte bassa dell’abitato, quella a due passi dal corso d’acqua sotto la Montanara. Qui la miscela di acqua e fango ha invaso quattro abitazioni, con una decina di residenti costretti a un paio di notti da sfollati, e gli stabilimenti di diverse aziende che sorgono lungo via Giuseppe di Vittorio come quello dell’Agrimola. Fondamentali le telefonate di allerta effettuate agli imprenditori, fin dal pomeriggio, dalla sindaca Beatrice Poli.

Molti di loro, infatti, hanno allestito barriere con sacchi di sabbia e spostato automobili e macchinari per evitare guai peggiori.

A Castel del Rio e Fontanelice solo tanta paura. Nel paese degli Alidosi qualche lieve smottamento e un paio di case in golena con acqua ai piani bassi. A Fontanelice sommerso il chiosco ‘La Baia del Sole’, nel cuore del parco fluviale, e l’ingresso del ristorante ‘Da Brega’ di via Monte la Pieve: "Nel momento di picco il livello delle acque ha superato di almeno dieci, quindici, centimetri la soglia dei sei metri d’altezza – ha commentato il sindaco Gabriele Meluzzi –. Uno scenario decisamente peggiore di quello di maggio e del 2014".

Nottataccia in strada, con tanto di attivazione dei piani di emergenza e allarmi preventivi sulla base della mappa dei precedenti danneggiamenti, per il primo cittadino di Mordano Nicola Tassinari.

‘Salva’ Castel Guelfo che, a maggio, si era invece trovata a fare i conti con la furia del Sillaro.