Viaggio di nozze da incubo, risarciti dopo 7 anni

Altro che sogno del Kenya tra safari e spiagge incontaminate: lei rischia di morire nell’incidente in minivan, ora la condanna al tour operator Eden

La sangiustese Elisa Acquaroli
La sangiustese Elisa Acquaroli

Macerata, 5 gennaio 2024 – A distanza di sette anni da un viaggio di nozze divenuto un incubo, rischiando di morire in mezzo alla savana, la sangiustese Elisa Acquaroli ha vinto la sua battaglia contro Eden Viaggi, tour operator condannato a risarcirla con oltre 300mila euro. La sentenza è stata emessa mercoledì dal tribunale di Macerata.

Elisa Acquaroli aveva appena sposato Derrick Zampetti, di Montegranaro, e la coppia aveva avuto in regalo dagli amici il viaggio dei sogni: due settimane in Kenya, tra safari e spiagge incontaminate. Tutto era stato organizzato con Eden Viaggi, oggi parte del gruppo Alpitour. Dopo la prima settimana, il 26 gennaio 2017 la coppia doveva trasferirsi dalla riserva Masai Mara all’aeroporto di Nairobi.

Il tour operator aveva messo a disposizione un minivan degli anni Settanta. Anche a causa della velocità tenuta dall’autista, durante il viaggio il minivan aveva sbandato e si era ribaltato più volte su se stesso. I finestrini erano andati in frantumi, Zampetti era stato sbalzato lontano dal mezzo, Elisa Acquaroli invece era rotolata a terra e poi era finita schiacciata sotto al furgoncino, priva di sensi.

Da Narok, un piccolo ospedale tendato, era partito un mezzo di soccorso che aveva impiegato due ore per arrivare. La sangiustese aveva un gravissimo trauma toracico con fratture multiple costali, e il bacino schiacciato. Con i polmoni compressi nella cassa toracica, stava soffocando. Appena arrivato, il medico keniota aveva deciso di intubarla in mezzo alla savana e senza anestesia, e le aveva salvato la vita. Ma la ragazza era in condizioni critiche.

Da Narok era stata portata all’ospedale di Nairobi, dove era rimasta oltre un mese subendo tre interventi. Uno strazio per la coppia. Tornata in Italia a fine febbraio 2017, Elisa aveva dovuto affrontare altre due operazioni, aveva ripreso a camminare solo a fine di marzo e si era sottoposta a una lunghissima riabilitazione. Inoltre aveva perso il lavoro.

Nonostante gli sposi fossero assicurati, Eden Viaggi non ha voluto risarcirli, e ha voluto aspettare la sentenza emessa dal tribunale di Macerata. "Sono felice per Elisa – ha commentato l’avvocato Francesca Ippoliti che la assistita nel giudizio -, si merita ogni centesimo di questo risarcimento. Inspiegabile il comportamento della società di viaggi, assorbita nel frattempo dal più grande tour operator italiano, Alpitour, che dona somme al Covid Center ma non paga un risarcimento dovuto ai suoi clienti. Elisa era addirittura assicurata con un polizza golden risk della compagnia, era una trasportata sul minivan e non si poteva attribuirle alcuna colpa. Dopo questa sentenza però non ci fermiamo. Procederemo con l’appello per ottenere anche danni".