Minacciò di uccidere la figlioletta Via al processo per una mamma

Prignano, si era barricata in camera con un coltello e la piccola di tre anni: temeva di perderla . Ascoltato ieri in aula l’ufficiale dei carabinieri che sfondò la porta e mise la bambina in salvo. .

Minacciò di uccidere la figlioletta  Via al processo per una mamma

Minacciò di uccidere la figlioletta Via al processo per una mamma

Violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, procurato allarme. Sono questi i reati di cui è chiamata a rispondere la giovane mamma nigeriana di 30 anni che, a settembre 2019, dopo essersi barricata in camera da letto, minacciò di uccidere la figlioletta di tre anni, per poi puntare il coltello contro se stessa. L’episodio, caratterizzato da momenti di puro terrore era avvenuto in una casa di via Nuova, a Montebaranzone di Prignano. La procura ha chiesto per la giovane mamma il giudizio immediato e ieri è stato ascoltato in aula un ufficiale dei carabinieri che si occupo’ del caso. Era stato proprio il provvidenziale ed esperto intervento di un militare ad evitare il peggio. Infatti, dopo che il negoziatore per oltre quattro ore aveva parlato con la donna che teneva sotto sequestro la bimba, i militari del reparto operativo, insieme ai colleghi delle squadre speciali antiterrorismo era riusciti a trarre in salvo sia la piccola, sia la mamma. Alla fine i pompieri avevano sfondato la porta affinché la minore fosse messa subito in salvo. Il gesto, drammatico, era legato al timore della donna di perdere la bambina. Infatti i servizi sociali - viste le condizioni di salute precarie della giovane a livello psicologico – le avevano comunicato che le avrebbero presto portato via la bambina. Per questo motivo la donna era scappata dalla casa famiglia in cui si trovava per poi rifugiarsi tra le colline di Montebaranzone, a casa del convivente insieme alla piccola. I servizi sociali però erano riusciti a rintracciarla e, quando avevano bussato alla porta, con una ordinanza del tribunale per prendere la piccola, la 30enne aveva afferrato i coltelli, minacciando di uccidere la figlia e di suicidarsi. Nel tentativo di entrare nell’abitazione un militare era rimasto ferito: da qui anche l’accusa di lesioni. Mamma e figlia erano state poi nuovamente condotte in comunità.

Valentina Reggiani