EMANUELA ZANASI
Cronaca

Modena, tensione tra i banchi: "Nostra figlia ‘bullizzata’, non è più tornata a scuola"

La denuncia dei genitori di una ragazza delle superiori: "Ha ricevuto pesanti minacce su whatsapp da una compagna. Alla fine era terrorizzata".

I genitori denunciano: "Nostra figlia bullizzata a scuola"

I genitori denunciano: "Nostra figlia bullizzata a scuola"

Modena, 28 giugno 2023 – Messaggi minacciosi inviati tramite whatsapp, talmente intimidatori da impedire ad una ragazza di 15 anni di tornare a scuola dalla paura.

E’ la vicenda accaduta ad una studentessa che frequenta un istituto superiore di Modena. L’autrice delle minacce è una compagna di classe della giovane, ‘arrabbiata’ perché la ragazza – per motivi di salute, hanno spiegato i genitori – era rimasta a casa il giorno di una verifica di gruppo con il rischio di un voto inferiore per tutto il team. Una banalità che però ha comunque scatenato una situazione di tensione e una ’impasse’ che non si è ancora risolta.

L’episodio è accaduto pochi giorni prima di Pasqua ma dopo le vacanze la ragazza, ancora terrorizzata, non è più voluta tornare a scuola.

"Quel giorno nostra figlia non stava bene, soffre di una patologia che le provoca dolori improvvisi ed è rimasta a casa – raccontano i genitori della ragazza – poi sono arrivati i messaggi dalla compagna di classe, dapprima sembrava uno scambio normale tra le due ragazze, poi si è trasformato in un crescendo di offese da parte dell’altra studentessa. Nostra figlia ci ha fatto vedere subito i messaggi – proseguono i genitori – erano parole sempre più aggressive fino ad arrivare a veri e propri atti di bullismo".

"Le frasi erano pesanti, offese come ‘ti meriti di soffrire e di essere bullizzata; ‘se torni a scuola vedrai cosa ti succede’ – spiegano ancora i due genitori – e messaggi ancora più cattivi tali da incutere un vero e proprio terrore nella ragazzina. Da quel momento nostra figlia non ne vuole più sapere di tornare in classe. Abbiamo cercato di rassicurarla, ma non siamo riusciti a convincerla, aveva troppa paura. Non avevamo abbastanza forza da soli per risolvere la situazione, ci siamo rivolti così alla neuropsichiatra e abbiamo avvertito subito l’insegnante di sostegno e la preside".

I genitori della studentessa oltre a contattare la scuola, hanno deciso di sporgere denuncia per l’accaduto ai carabinieri, ripercorrendo le minacce ricevute dalla ragazza. Della vicenda è stato informato anche l’Ufficio scolastico regionale.

L’anno scolastico nel frattempo è terminato e la ragazzina è stata promossa. Per i genitori la scuola, però, non avrebbe fatto abbastanza per favorire il rientro in classe della figlia in accordo con la neuropsichiatra che aveva proposto un rientro graduale della ragazza.

"Ci siamo sentiti delusi, abbandonati", dichiarano amareggiati.

Dalla dirigenza dell’istituto assicurano invece di avere fatto tutto il possibile, attivando lo psicologo dello sportello scolastico, parlando direttamente con la presunta ‘bulla’, cercando un incontro con i genitori della ragazza, insomma provando a superare nel modo migliore per tutti la situazione.

Dall’istituto superiore specificano inoltre che la scuola è frequentata da 140 studenti con fragilità diverse e per tutti c’è l’impegno massimo del personale docente.