«Senza coraggio, quando si viene a giocare gare come queste e in questi contesti, non si comincia nemmeno». Il Deze lo ha preso a due mani, il coraggio, lo ha trasmesso a squadra mai così giovane (due millennials in campo, uno dei quali in porta, e all’esordio assoluto tra i pro) e lo ha tradotto in distinta il proposito della vigilia, ovvero ‘giocarsela’. Gli interdittori (Obiang e Duncan) in panchina, come l’esperienza di Peluso, a beneficio...

«Senza coraggio, quando si viene a giocare gare come queste e in questi contesti, non si comincia nemmeno». Il Deze lo ha preso a due mani, il coraggio, lo ha trasmesso a squadra mai così giovane (due millennials in campo, uno dei quali in porta, e all’esordio assoluto tra i pro) e lo ha tradotto in distinta il proposito della vigilia, ovvero ‘giocarsela’. Gli interdittori (Obiang e Duncan) in panchina, come l’esperienza di Peluso, a beneficio di un Sassuolo mai così dezerbiano nella voglia di proporsi e proporre. «Abbiamo giocatori bravi e il gioco è indispensabile per farli rendere, a costo di pagarla». L’ha pagata, il Sassuoloo, ma fa niente nel De Zerbi pensiero chi gioca accetta il rischio. E magari succede «il rigore di Ronaldo nasce da un errore in costruzione, ma è questo tipo di costruzione che ci ha consentito di fare questa partita». Che abbina, al contrario di quanto accaduto con la Lazio, prestazione e risultato. Una settimana fa, tanti complimenti e zero punti, ieri sono arrivati gli uni e l’altro. «Il modo con cui abbiamo ottenuto il risultato ci soddisfa di più di quel che dice la nostra classifica, perché un punto non sposta granchè, mentre le cose cambiano se un risultato del genere aiuta a capire che spirito e coraggio pagano, e se siamo bravi a capirlo, da questa gara usciremo ancora più forti».

Quella dell’Allianz sembra, da questo punto di vista, la gara ‘giusta’ per dare corso all’idea del Deze e una scossa alla stagione. Affrontata in emergenza e chiusa con un pari che vale una vittoria, e forse di più, almeno dal punto di vista della consapevolezza nei propri mezzi. «La partita di oggi ci ripaga di un inizio di campionato nel corso del quale non abbiamo ottenuto quello che ci meritavamo. Dobbiamo continuare così», dice ancora il tecnico neroverde che, tagliato un traguardo storico – mai il Sassuolo aveva fatto punti nella tana juventina – non può esimersi da dedica di prammatica. E Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli ne sono gli ovvi e dovuti destinatari, ma non solo loro: «La dedico anche ai figli perché in breve hanno visto andarsene via i loro genitori e – chiude il tecnico neroverde – il nostro modo per stargli vicino è fare bene e renderli orgogliosi di quello che hanno creato i loro genitori».