Matteo Bastianelli, il sangue e il terrore: "Era una furia cieca, sarei morto. Mi ha salvato il netturbino"

Pesaro, il racconto choc del 46enne direttore del Conad: "Gli dicevo fermati, ho dei figli, e lui continuava. La presenza di quell’operatore alla fine l’ha fatto desistere e la racconto"

Il luogo dell'aggressione e il volto sfigurato dalle botte di Matteo Bastianelli

Il luogo dell'aggressione e il volto sfigurato dalle botte di Matteo Bastianelli

Pesaro, 17 ottobre 2023 – Matteo Bastianelli ha 46 anni, è titolare del Conad, abita a Fermignano, è sposato, due figli. Racconta dall’inizio un incubo durato pochi ma lunghissimi minuti, iniziato alle 6,45 di ieri mattina.

E’ successo che lui ha solo alzato un braccio, per dire "vai più piano", a uno che su una Ford Focus gli stava sfrecciando a fianco per via Piave, a Fermignano, vicino al Conad. Quel braccio alzato poteva costargli la vita.

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Matteo, com’è cominciato tutto?

"Stavo attraversando la strada a piedi, per andare al Conad, abito a 600 metri. Una macchina velocissima ha svoltato e mi è sfrecciata a fianco. Ho alzato il braccio destro, per dire di andare più piano....Ma in realtà non ho detto nulla, nel senso che non ho parlato. Lui frena di colpo..."

E lei?

"Mi sono detto: ora viene a litigare"

Poi?

"Ho visto la macchina che mi veniva addosso, mi ha investito , ho messo le mani sul cofano poi mi sono ritrovato col bacino sotto la macchina"

Che macchina era?

"Non ricordo, ero scioccato..."

Lei sotto la macchina, poi?

"Mi sono tirato fiori, sono andato verso il marciapiede, per fuggire. A quel punto lui è uscito dall’auto con un martello in mano ed ha cominciato a colpirmi a martellate sulla schiena, ho cercato di ripararmi il volto e il capo. Due anni fa ho avuto emorragia cerebrale, ero terrorizzato per la mia testa".

Non si fermava?

"Lo supplicavo, gli ho detto ho dei figli, ti pago, ma lui era una furia cieca. Non riuscivo a fermarlo, continuava a picchiarmi..."

Poi cosa è successo?

"Mi divincolo, dal marciapiede scappo verso il guard rail, lui mi raggiunge, mi aggrappo al guard rail, lui cerca di buttarmi di sotto, c’è un dirupo poi un salto più alto fino ad arrivare al fiume"

Poi è arrivato chi l’ha soccorsa...

"E’ arrivato un signore della nettezza urbana, ha cominciato a gridargli ’lascialo stare’. Ma l’altro gli rispondeva ’Cosa vuoi, fatti gli affari tuoi...’"

Nel frattempo ...

"Sono riuscito a fuggire e a chiudermi dentro il camioncino della nettezza urbana. Poi il tipo è andato via. Ma un attimo prima, quando ero riuscito ad allontanarmi, e l’altro ancora non era partito con la macchina, ho visto la targa e gliel’ho dettata a quello della nettezza, che si è segnato il numero".

L’aveva mai visto, il suo aggressore?

"Mai visto, direi sui 30 anni, non molto corpulento"

Com’era il martello?

"Non grosso, da falegname, mi ha colpito, 14 colpi alla schiena e due in faccia, pensare che il mio unico errore è stato alzare il braccio..."

Secondo lei cosa l’ha spinto a fare quel che ha fatto?

"E’ andato in tilt, ha perso la ragione... Con la macchina ha preso la rincorsa, ma per fortuna la distanza tra noi era breve, un paio di metri, quindi sono riuscito a vederlo e ho messo le mani sul cofano, ma mi sono ritrovato lo stesso sotto l’auto, lui poteva schiacciarmi, per fortuna non ha proseguito"

Lei che ferite ha?

"Solo la rottura dello zigomo e un gran mal di schiena, faccio fatica a camminare...non riesco a capire come ho fatto a essere ancora vivo e a non essermi rotto nulla, in maniera grave, zigomo a parte".

Ma oltre alle martellate l’ha anche picchiata?

"Sì, calci, pugni, mi sono chiuso a uovo, mai visto un furia cieca gratuita come questa".

Ha pensato di morire?

"Assolutamente sì, se mi prende ben in testa col martello sono morto".

Si può dire che il netturbino le ha salvato la vita?

"Sì, è proprio così. Se non c’era lui, di sicuro non la raccontavo. E’ bastata la sua sola presenza, alla fine l’altro si è fermato".

Ma quel netturbino lo conosceva?

"Di vista".

Quando l’altro è fuggito cosa avete fatto?

"Il netturbino mi ha accompagnato al Conad e da lì hanno chiamato i soccorsi. Ero insanguinato, piangevo, la gente che mi vedeva pensava a un incidente".

Il martello è restato a voi?

"Sì, era per terra, poi l’abbiamo preso noi".

Come ha fatto a dire a sua moglie cosa le era successo?

"Gliel’ho raccontato per telefono piangendo, in effetti non sono stato bravissimo, quasi non riuscivo a parlare, infatti poi hanno preso dalle mie mani il telefono i miei colleghi e l’hanno rassicurata".

Ora è in ospedale?

"Sì, forse mi tengono una notte, per gli accertamenti...". Poi è stato dimesso ieri sera: Tac total body negativa, nessuna frattura confermata, l’hanno mandato a casa.

Se ce l’avesse davanti ora, cosa gli chiederebbe?

"Perché? Solo questo gli chiederei: perché? A volte si parla dei futili motivi, ma in questo caso è anche peggio: non puoi reagire così solo perché uno ha alzato il braccio per dirti di andare più piano".