Ravenna, 6 ottobre 2021 - La figlia Arianna si è costituita parte civile, chiedendo 2 milioni di euro, e ha di nuovo chiesto di poter incontrare il padre. La difesa dell'esecutore materiale ha chiesto una perizia psichiatrica sul suo stato mentale. Sono queste le novità più rilevanti emerse dal processo partito questa mattina davanti alla corte d'assise di Ravenna, presieduta dal giudice Michele Leoni (a latere la collega togata Antonella Guidomei), per la morte di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa il 6 febbraio scorso nel suo appartamento di via Corbara a Faenza. Imputati, il marito, il 54enne Claudio Nanni, inquadrato quale mandante, difeso dall'avvocato Francesco Furnari, e il sicario reo confesso, il 53enne Pierluigi Barbieri, originario di Cervia ma ultimamente domiciliato nel Reggiano, difeso dagli avvocati Marco Gramiacci e Simone Balzani.

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Arianna, la figlia di Ilenia Fabbri, ha rivisto in aula il padre Claudio Nanni (foto Zani)

I due sono stati sistemati in gabbie differenti dopo essere stati fatti entrare in due momenti diversi: non si sono mai guardati. A cercare lo sguardo, inizialmente del padre ma soprattutto di Barbieri, è stata Arianna (difesa dall'avvocato Veronica Valeriani) presente in aula così come la fidanzata omonima.

Oltre a lei, che ha chiesto 2 milioni oltre al sequestro conservativo di tutti i beni dei due imputati, si sono costituiti parte civile Stefano Tabanelli, compagno della vittima, pure lui presente in aula, così come la zia della defunta, Donatella Graziani. Con loro si è costituito anche il padre della vittima, Luciano (i familiari sono difesi dall'avvocato Massimiliano Starni). Via libera alle costituzioni di parti civili anche di associazioni a tutela delle donne, a partire da Sos Donna di Faenza (avvocato Barbara Liverani), Udi di Ravenna (avvocato Sonia Lama) e Gens Nova (avvocato Elena Fabbri). Si è costituito anche il Comune di Faenza (avvocato Elena Bianconcini).

In aula erano presenti, tra gli altri, i pm Daniele Barberini e Angela Scorza e il dirigente della squadra Mobile di Ravenna, Claudio Cagnini.

In merito alla richiesta di una perizia, il giudice ha invitato le parti a confrontarsi sul tema nella prossima udienza: ciò darà modo a tutti di esaminare la documentazione depositata in tal senso, a partire dalle cartelle cliniche che documentano come il Barbieri sia stato spesso preso in carico da Sert e Centro salute mentale. E' stata invece respinta la richiesta di Arianna di vedere il padre perché la ragazza dovrà essere sentita nelle prossime udienze,. 

In totale sono una sessantina i testi chiamati dalle parti.

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