Friday, lo strazio della sorella: "Arrivato a Lampedusa. Ucciso a Modena per 30 euro"

Il dolore di Queen Endurance: "Non sapevo niente di questi problemi, lo avrei aiutato. Il giorno prima di morire era stato massacrato in stazione a Reggio: erano tre contro uno"

I fratelli Queen e Friday Endurance
I fratelli Queen e Friday Endurance

Reggio Emilia, 25 agosto 2023 – “Ho sentito dire che l’hanno ucciso per un debito di venti, trenta euro. Io non so dove stia la verità o la bugia, ma ne avrei dati anche duecento di euro per far vivere mio fratello".

Queen Endurance ha 36 anni e nel 2009 dalla Nigeria si è trasferita a Parma, dove tuttora vive assieme al marito e i suoi tre figli. L’ultima volta che ha sentito suo fratello minore Friday è stata sabato 19 agosto, e neanche ventiquattr’ore dopo il 30enne ha esalato il suo ultimo respiro all’ospedale di Baggiovara. È stato un omicidio a sangue freddo, quello avvenuto nel centro di Modena, un agguato letale per cui sono indagati i due connazionali Osaiande Kingsley e Don Lankey Adenomo (27 e 29 anni), arrestati dalla polizia lo scorso lunedì sera a Cadelboco Sopra, dove vivevano.

Friday Endurance invece si era stabilito a Reggio nel dicembre del 2022.

Queen, quando inizia la storia di suo fratello in Italia?

"È arrivato anche lui qui nel 2016, sbarcato a Lampedusa. Mia madre, il marito di mia madre e i nostri tre fratelli (uno di 25 anni e due gemelli di 10 anni, ndr ) sono ancora in Nigeria. Dopo un paio di mesi in Sicilia lo hanno spostato a Padova, fuori città, a lavorare nei campi, poi mi ha raggiunto a Parma. Per un periodo è rimasto a casa mia, badando ai miei figli mentre io e mio marito eravamo al lavoro".

Poi se n’è andato.

"Sì. Dopo qualche mese ha deciso di andare in Francia, ma lì non riusciva a ottenere il permesso di soggiorno, perciò è tornato in Italia alla fine dell’anno scorso. I suoi documenti italiani sarebbero stati pronti al ritiro il prossimo 11 dicembre".

Stavolta però Friday non è tornato a Parma?

"Gli avevo proposto di iniziare la scuola per parrucchieri, così poi poteva venire a lavorare con me, ma lui ha preferito trovarsi una sistemazione sua, e si è spostato a Reggio. Da lì in poi non ho più saputo molto di cosa facesse, mi diceva solo che lavorava a Modena, in nero".

Quand’è stata l’ultima volta che ha sentito suo fratello?

"Sabato, il giorno prima che l’ammazzassero. Mi ha mandato una foto in cui si vedeva che si era fatto male, come se l’avessero picchiato. L’avrò chiamato dieci volte, ho iniziato a scrivergli dei messaggi, per capire cosa fosse successo. Volevo sapere dov’era, come stava. Mi ha risposto dopo ore, dicendomi che era caduto con la bici".

Ma lei non ci ha creduto...

"No, ma quello stesso pomeriggio ha fatto una videochiamata con i miei genitori in Nigeria, e allora mi sono tranquillizzata. Dopo però alcuni suoi amici me l’hanno detto, che era stato picchiato, mi pare sia successo vicino alla stazione di Reggio. Erano in tre contro uno. Domenica mattina avrei voluto richiamarlo ma ho avuto una visita a casa e alla fine non l’ho più sentito". Com’è venuta a sapere cos’era successo?

"Quella sera (domenica, ndr) verso le dieci mi hanno chiamato i miei genitori, chiedendomi in quale ospedale fosse stato ricoverato. Sono rimasta senza parole. Ho iniziato a chiamarlo, richiamarlo, ho chiesto anche a nostro fratello di 25 anni, con cui sapevo che si sentiva spesso. Io da qui cercavo di tranquillizzarli, i miei genitori e i miei fratelli, ma ero spaventatissima. Poi all’una mi hanno mandato un articolo online che parlava di un’aggressione, a Modena. Ho chiamato una mia amica che vive lì e lei me l’ha confermato, che si trattava di mio fratello. Ho iniziato a urlare e a piangere. È stato il caos".

Lei conosce i due ragazzi che sono stati arrestati, li aveva già visti con suo fratello?

"No, mai. Mio fratello era un ragazzo tranquillo, divertente ma anche un po’ timido, si faceva la sua vita. Io lo conosco. Anche se io sono andata via dalla Nigeria molto prima di lui siamo cresciuti insieme, e anche in quel periodo che è rimasto a casa con me è sempre stato molto tranquillo".

Si è fatta un’idea del perché sia successo?

"Ho sentito in giro che mio fratello aveva un debito con loro, di 30 euro o poco meno. Io non lo so se sia la verità, ma se qualcuno me l’avesse chiesto gliene avrei dati anche duecento di euro, per evitare questo. Come si fa a uccidere una persona per una cosa del genere?"

Non le ha mai detto nulla?

"Non sapevo niente, non so perché non me l’ha detto. Mi fa male pensare che non mi abbia chiesto aiuto, io l’avrei aiutato subito. Ho parlato anche con i suoi amici, ho chiesto perché nessuno mi ha mai detto niente di quello che stava succedendo. Loro mi hanno detto che sì, lo avevano picchiato, ma pensavano che fosse finita lì, e invece sono arrivati a tanto. Io spero davvero che quei due vengano puniti per quello che hanno fatto a mio fratello".