Leila Kurti morta a 6 anni dopo incidente in tangenziale a Bologna: "Siamo distrutti. Ora il responsabile vada in galera"

La bimba si è spenta dopo due settimane dallo schianto. Lo strazio di papà Gentjan Kurti, ex consigliere comunale FdI a San Polo (Reggio Emilia): "Eravamo fermi in tangenziale, un’auto ci ha tamponato a tutta velocità"

Il meraviglioso sorriso e gli occhi trasparenti di Leila; a lato, il terribile incidente in tangenziale a Bologna

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Reggio Emilia, 3 luglio 2023 – Non sorriderà più così come non splenderanno più i suoi occhi trasparenti ora chiusi per sempre. Ha smesso di battere il piccolo cuore di Leila Kurti, 6 anni, figlia dell’ex consigliere comunale Gentjan di San Polo, coinvolta il 14 giugno scorso in un terribile incidente stradale in tangenziale a Bologna mentre la famiglia era sulla strada delle vacanze. Da allora era ricoverata in coma in un lettino dell’Ospedale Maggiore del capoluogo di regione. Una lenta e atroce agonia. "Abbiamo sperato fino all’ultimo battito, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare", ci racconta il padre al telefono tra mille singhiozzi e sospiri.

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Si sfoga. "Siamo distrutti... E il responsabile dell’incidente deve pagare e andare in galera". E racconta i dettagli del drammatico schianto: "Eravamo appena usciti a Borgo Panigale, c’era un incidente ed eravamo fermi in coda. C’erano il monitor e altri segnali di pericolo, ma all’improvviso un’auto ci ha tamponato. Non ha neppure frenato...". Era stato lo stesso babbo nel primo pomeriggio di ieri a diramare la notizia suo social per informare i tantissimi amici e conoscenti che speravano e pregavano per la piccola. "Oggi la nostra piccola principessa Leila è volata in cielo per stare con suo fratello Marjo. La mamma, papà e Michela li tengono sempre nel cuore. Buon viaggio, un abbraccio forte da tutti noi", scrive Gentjan.

Il sindaco sampolese Franco Palù, consultandosi con gli assessori e tutti i consiglieri comunali, ha deciso i proclamare il lutto cittadino, nel giorno in cui saranno celebrati i funerali così come suggerito anche dai dirigenti di Fratelli d’Italia, il partito d’appartenenza del padre. La notizia dell’improvviso peggiorare delle condizioni della piccola aveva suscitato grande angoscia in paese. Ieri la tragedia che ha colpito la famiglia di origine albanese molto amata e conosciuta. Una vicenda che lascia sgomenti sollevando interrogativi profondi sul senso dell’esistenza. Gentjan e la moglie Manjola nel maggio 2014 avevano perso il figlio Marko, 5 anni e mezzo, nato a Montecchio già con gravi problemi di salute.

Leila era una bambina solare, vivace, di una bellezza assoluta. Aveva appena terminato la prima elementare, che ha frequentato alla "Renzo Pezzani" di via Gramsci. Quel maledetto 14 giugno per lei era iniziato come una festa, con l’emozione di dover prendere l’aereo per andare a trascorrere le vacanze estive in Albania con la sorellina minore: li aspettavano i nonni, zii e cugini. La mamma, cuoca al ristorante Red Lion di San Polo, non poteva accompagnarle ma li avrebbe raggiunti per le ferie. Al volante c’era il papà, ex operaio carrozziere e oggi titolare della stazione di servizio Q8 di Fontaneto, verso Ciano. Erano circa le 17 quando la vettura con a bordo Gentjan e le due figlie, diretta verso l’aeroporto Marconi, è stata coinvolta in un maxi tamponamento al chilometro 3 del ramo verde della tangenziale di Bologna, in direzione San Giovanni in Persiceto. Un impatto violentissimo da rendere necessario l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre i feriti dalle lamiere. Il babbo, 41 anni, e Leila ricoverati d’urgenza; illesa Michela.

Le condizioni fisiche dell’uomo erano rapidamente migliorate, e dopo una settimana era stato dimesso, con sette costole rotte come postumi. Leila, invece, nonostante due delicatissimi interventi chirurgici per risolvere i traumi cranico-encefalici, era rimasta in bilico tra la vita e la morte: i medici avevano deciso di tenerla in coma farmacologico per consentire al suo organismo di riprendersi. Sui social in tanti avevano scritto a Kurti inviando quadrifogli, cuori e messaggi di incoraggiamento.

Gentjan è emigrato in Italia nel 1981 e vive a San Polo dal ’98, e si è sempre distinto per le grandi capacità lavorative e per il suo attento partecipare alla vita della comunità; simpatico ed estroverso, promuove anche iniziative extra-politiche: quest’anno, ad esempio, in occasione della Festa della Donna ha organizzato una cena con musica in un ristorante di Bibbiano. Nel giugno 2008 era stato eletto consigliere con la lista civica capeggiata da Carlo Bronzoni; entrambi, un paio d’anni fa, sono transitati in Fratelli d’Italia. Quest’anno Gentjan si è ricandidato nella lista unitaria del centrodestra (Alleanza per San Polo) non riuscendo tuttavia a entrare in consiglio solo per una questione tecnica legata al suo posizionamento in lista dopo Francesco Benelli, che ha raccolto lo stesso numero di preferenze. "Ci tengo con tutto il cuore al mio paese dove vivo per i nostri figli", aveva scritto nella sua presentazione elettorale: ora San Polo piange Leila con lui.