"Mio marito mi picchia, aiutatemi"

Due fratelli correggesi soccorrono a Modena una donna che, in arabo, cercava sostegno

"Mio marito mi picchia, aiutatemi"

"Mio marito mi picchia, aiutatemi"

Hanno notato una donna in difficoltà, con due figli in tenera età. E non hanno esitato a darle una mano. Protagonisti fratello e sorella, di Correggio, che sono incappati in una madre di origine magrebina, in cerca di aiuto all’ingresso della stazione di Modena. L’altra sera la donna, che risiede a Carpi, era scappata da casa, dopo l’ennesima sfuriata violenta del marito, con tanto di utilizzo di spray urticante spruzzato verso gli occhi della vittima. Già due giorni prima la donna era finita in ospedale, sempre per percosse in casa. "E’ stato mio fratello – racconta la donna correggese, che lavora nel Modenese come operatrice sanitaria – ad accorgersi della madre con figli, in difficoltà. Pare che attendesse il passaggio di qualche connazionale per chiedere aiuto, non sapendo neanche una parola di italiano. Sono stata contattata in quanto conosco la lingua araba. Quella povera donna ci ha raccontato la sua disavventura. Ho subito richiesto l’intervento della polizia, con gli agenti che si sono poi presi cura di lei, facendola portare in ospedale in ambulanza. Lei ha detto che non vuole tornare a casa, che ha paura. Anche i suoi figli, di 5 e 6 anni, sono terrorizzati. Qui non ha parenti, non ha alcun punto di riferimento se non il marito. Ci auguriamo venga accolta in una struttura protetta, perché costringerla a tornare dal marito sarebbe davvero un errore madornale". Le forze dell’ordine stanno verificando se possano sussistere – come sembra – le condizioni per avviare il "codice rosso".

Antonio Lecci