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26 mag 2022

Menetti ha firmato: contratto di tre anni

Ieri sono diventati ufficiali l’addio a Caja e il ritorno di Max. Il tecnico reggiano è stato preferito a Pozzecco, Banchi e De Raffaele

26 mag 2022
francesco pioppi
Sport
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte
Max Menetti si è seduto sulla panchina biancorossa per ben. 369 volte

di Francesco Pioppi

Il ritorno di Max. Nell’ambiente della sua adorata Juventus significa ‘Allegri’, a Reggio invece quando si pronuncia questo nome il pensiero corre subito a lui, a Menetti, e agli anni più belli e vincenti della Pallacanestro Reggiana.

Eravamo tutti un po’ più giovani e le novità ci coglievano con un’adrenalina diversa, ma l’ufficialità del contratto triennale (con opzione di uscita bilaterale nel giugno del 2024) è stato comunque un passaggio suggestivo. Di quelli che ti ripeti ‘prima o poi succederà, ma chissà quando…’. E invece è arrivato anche prima di quanto potessimo immaginare.

L’accordo tra le parti era stato trovato da giorni, ma bisognava aspettare tutti i passaggi ‘formali’. In primis la separazione di Max da Treviso, con cui aveva ancora un anno di contratto, e poi il saluto al sergente Attilio (Caja) che è stato congedato ieri mattina dalla sponda biancorossa. Andate in porto entrambe le situazioni, ecco che è subito iniziato un nuovo capitolo della storia biancorossa.

I nomi di Pozzecco, Banchi e De Raffaele sono stati a lungo sulle scrivanie dei proprietari e dei dirigenti biancorossi ma - per motivi diversi tra loro - quello di Menetti è stato l’unico che ha messo davvero tutti d’accordo e che si è reso disponibile ad accettare la proposta senza imporre ‘dictat’ alla società.

D’altronde Max sa essere un uomo di polso, ma anche d’azienda e conosce alla perfezione l’ambiente in cui dovrà calarsi e gli uomini con cui dovrà relazionarsi. Le ambizioni sono ancora al top (e ci mancherebbe altro, avendo solo 49 anni…) e da persona intelligente e consapevole non ha paura dei paragoni che lo inchioderanno subito al recente passato (Caja) e a quello remoto, in cui era stato lui - in prima persona - l’assoluto protagonista.

Semplicemente, la sfida che gli si presenta davanti è troppo speciale e stimolante per potersi tirare indietro e qualsiasi tipo di esitazione è stata spazzata via in un istante.

La notizia ha ‘spaccato’ come sempre il fronte dei tifosi tra chi avrebbe voluto qualcosa di diverso e chi invece applaude, ma così com’era successo l’estate scorsa con l’ingaggio di Andrea Cinciarini, saranno i risultati e il campo a determinare la reale consistenza di una scelta che in ogni caso - sommando tutte le situazioni - magari non sarà ‘sensazionalistica’ o da copertina in senso stretto, ma ha comunque tanti elementi solidi e logici per poter essere compresa.

La società non vuole ‘scimmiottare’ il passato, ma è consapevole che assieme a Menetti si potrà programmare un futuro a medio-lungo termine, con un buon mix di veterani e giovani di primissima fascia, meglio ancora se italiani. Come da tradizione.

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