La gioia della Reggiana dopo il gol
La gioia della Reggiana dopo il gol

Reggio Emilia, 1 maggio 2021 - La Reggiana resta agganciata con le unghie al treno salvezza battendo il Pordenone e tornando a vincere dopo dieci giornata di astinenza. Ma è sempre terz'ultima perché Ascoli e Cosenza hanno raccolto bottino pieno e quindi restano distanti rispettivamente sei e un punto. Quindi, se il campionato finisse oggi, i granata sarebbero retrocessi e non si giocherebbero neppure i playout perché la distanza proprio tra i marchigiani di Sottil e i calabresi di Occhiuzzi è superiore ai quattro punti. Insomma, restare in cadetteria per la truppa di Alvini resta un'impresa molto difficile. Già martedì, Rozzio e compagni sono obbligati a portare a casa la partita di Pescara, contro una squadra che ieri ha dimostrato di non crederci più prendendo tre ceffoni a Cosenza. Ora gli abruzzesi sono praticamente in Serie C. Categoria che da oggi è ufficiale per l'Entella, sconfitta in casa dal Vicenza. Chiudendo il discorso classifica, è rientrato pienamente nella bagarre il Pordenone, a quota 41 punti, uno in più dell'Ascoli.

Mentre il Frosinone con la vittoria sul Pisa è ora più tranquillo. Ma oggi non è stato facile domare i friulani, che nel primo tempo hanno sempre tenuto il pallino del gioco, con la Reggiana timida, senza ritmo e come al solito autolesionista. Perché ha avuto due occasionissime per passare: ispiratore Radrezza che ha messo davanti alla porta prima Zamparo (31') che si è addormentato sparando sul portiere e sei minuti dopo Lunetta, che da due passi ha sfiorato il palo. Nella ripresa la Reggiana parte più decisa e viene premiata: Radrezza all'11 calcia dalla bandierina, Rozzio incorna benissimo ma la palla prende il palo. Per fortuna sulla ribattuta c'è Ajeti, il migliore in campo, che la sbatte dentro con rabbia.

Ma il godimento dura quattro minuti, perché Yao decide di lasciare il campo prendendosi il secondo giallo per un fallo assurdo commesso a centrocampo. Reggiana per oltre mezz'ora della ripresa in dieci uomini. E' una sofferenza immane, ma stavolta la difesa non fa sciocchezze e quando è il momento Venturi si erge protagonista con due interventi da urlo. Si finisce con le braccia alzate: giocare il Primo Maggio ai granata porta bene. Ventisette anni fa (era il 1994) a San Siro Massimiliano Esposito punì il Milan e regalò la salvezza. Qui siamo ancora molto indietro col lavoro, ma la prima di quattro finali l'abbiamo messa in bacheca. 

Il tabellino

Reggiana-Pordenone 1-0

Reggiana (4-2-3-1): Venturi; Ajeti, Rozzio, Yao; Libutti; Rossi (40’st Espeche sv), Varone; Lunetta (16’st Gyamfi); Radrezza (26’st Muratore), Laribi (26’st Kirwan); Zamparo (26’st Ardemagni). A disp.: Cerofolini, Martinelli, Zampano, Pezzella, Siligardi, Cambiaghi. All.: Alvini

Pordenone (4-3-1-2): Perisan; Berra, Vogliacco, Bassoli, Falasco; Magnino, Calò (36’st Scavone), Misuraca (28’st Butic); Zammarini (16’st Mallamo); Ciurria,  Musiolik. A disp.: Bindi, Fasolino, Stefani, Pasa, Biondi, Camporese, Chrzanowski, Rossetti. All.: Domizzi

Arbitro: Maresca di Napoli (Caliari e Grossi; IV uomo Ghersini)

Reti: Ajeti all’11’st.

Note: ammoniti Rozzio e Espeche. Espulso Yao al 15’st per doppia ammonizione. Angoli: 1-7. Recuperi: 0’ e 4’. Gara giocata a porte chiuse.