Il delitto di Pierina e il passato misterioso di Louis Dassilva: cruciali gli esami del Dna

Il vicino di casa è stato iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio della la 78enne trovata morta nel garage di casa a Rimini otto mesi fa

Rimini, 7 giugno 2025 – Per la prima volta, da otto mesi a questa parte, c’è un indagato per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa con 29 coltellate: si tratta di Louis Dassilva, il metalmeccanico senegalese di 34 anni, vicino di casa della vittima, difeso dall’avvocato Riario Fabbri.

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L’iscrizione di Louis nel registro degli indagati è funzionale allo svolgimento di quelli che vengono definiti "accertamenti tecnici non ripetibili". Ovvero: esami di genetica forense su alcuni reperti da tempo in mano agli investigatori della squadra mobile di Rimini, guidata dal commissario capo Marco Masia. L’altra sera, Dassilva è stato convocato in Questura, dove i poliziotti lo hanno informato del suo status di indagato, notificandogli l’avviso di garanzia emesso dal pubblico ministero Daniele Paci, e comunicandogli quando si svolgeranno le operazioni tecniche.

Esami Dna: come verranno fatti

Il 34enne è stato inoltre sottoposto a un tampone ‘buccale’ per il campionamento del Dna, proprio in vista degli accertamenti che si svolgeranno la prossima settimana.

Il primo sarà effettuato martedì al laboratorio di genetica forense di Ancona. A condurlo sarà il medico-legale Loredana Buscemi, che già si è occupata dell’autopsia sul corpo di Pierina: in particolare, sarà chiamata a compiere un’analisi del materiale acquisito con il tamponamento vaginale e rettale della Paganelli. Un esame che mira ad accertare o meno la presenza di eventuali tracce riconducibili ad un’altra persona.

Il secondo accertamento verrà invece svolto il giorno successivo, mercoledì, dalla direzione centrale della polizia scientifica di Roma. I tecnici si focalizzeranno in particolar modo su una quindicina di reperti messi a disposizione dalla squadra mobile. Reperti che includono impronte digitali provenienti dalla scena del crimine ma anche gli indumenti indossati dalla vittima e i suoi effetti personali. Sotto la lente di ingrandimento anche una "presunta traccia ematica" rinvenuta sul manico della borsa di Pierina, scarpe, pantaloni dell’indagato, e altre presunte tracce di sangue provenienti dall’appartamento di Dassilva e della moglie Valeria Bartolucci.

A sinistra Louis Dassilva, indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli (a destra), uccisa con 29 coltellate
A sinistra Louis Dassilva, indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli (a destra), uccisa con 29 coltellate

Louis Dassilva: un passato misterioso

Un passato in parte avvolto dal mistero (forse con dei trascorsi nell’esercito senegalese), una famiglia nel suo paese d’origine a cui continua a mandare soldi dall’Italia, una relazione extraconiugale con la vicina di casa e nuora di Pierina, Manuela Bianchi: se è vero che Louis Dassilva si è sempre professato innocente, è anche vero che è su di lui che si sono focalizzate le attenzioni degli inquirenti.

I dubbi su Louis: cosa non torna

Valeria ha sempre sostenuto che, all’ora dell’omicidio – le 22.15 -, fosse a letto mentre Louis si trovava sul divano, affermando che avrebbe sentito se il marito fosse uscito di casa. Tuttavia, al momento esatto del crimine, Valeria non era con lui. E poi ci sono alcune anomalie. Come il fatto che lo stesso Louis abbia consegnato solo in un secondo momento alla squadra mobile i vestiti da lui indossati il giorno del delitto. E c’è la questione dell’andatura. Nelle settimane successive al delitto, Dassilva viene visto zoppicare vistosamente. Un problema dovuto, dice, ad un incidente in moto avvenuto il 2 ottobre. Ma la telecamera della farmacia di via Del Ciclamino, alle 19.30 del 3 ottobre, lo inquadra mentre cammina in maniera assolutamente normale. Lo stesso Dassilva si era recato, insieme alla vicina Manuela Bianchi, nel garage sotterraneo, la mattina del 4 ottobre 2023, al momento del ritrovamento del corpo.