Maria Antonietta Muccioli è scomparsa a 86 anni
Maria Antonietta Muccioli è scomparsa a 86 anni

Rimini, 30 marzo 2020 - Dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna. Vincenzo Muccioli, fondatore della Comunità Terapeutica di San Patrignano, scomparso a 61 annni nel 1995, è stato un grande uomo; Maria Antonietta Capelli, sua moglie, scomparsa nella notte a Rimini, all'età di 86 anni (era nata nel 1934, in gennaio, come il suo 'Vi'::era da tempo malata) è stata una grande donna. Un passo dietro, ma sempre a fianco del suo uomo.

Non guardiamo gli ultimi, travagliati e anche un po' penosi anni dei  litigi delle famiglie Muccioli e Moratti, con Antonietta che nel 2013 ha lasciato San Patrignano e portato via anche i resti del marito dalla Comunità, dove riposava dal 1995, circondato al cimitero dai suoi ragazzi uccisi dalla droga. Passerà il periodo dei rancori, nella storia entrerà ben altro.

Nei libri di storia leggeremo di quest'omone, Vincenzo, che nel 1978 abbandona la sua attività di albergatore e si mette ad aiutare i drogati, i disperati, nelle colline del Riminese. Con lui c'è Antonietta, economicamente li sostengono i Moratti. All'inizio li fanno passare per matti, poi la realtà cresce, esplode. Migliaia di ragazzi, ventimila ragazzi, bussano alle porte di San Patrignano e quell'omone li aiuta, col suo fare duro, truce ma anche dolce. E' un cammino lungo, tortuoso, fatto anche di incidenti, giudiziari; ma quelli sono le pagliuzze, la trave è ben altro. La trave sono le migliaia di vite salvate. E lei Antonietta è lì, sempre lì: guarda da lontano e diventa come una seconda madre di questi ragazzi in crisi, spesso in bilico fra la vita e la morte: Lei, col suo sorriso materno.

Migliaia di giovani ora diventati uomini devono ringraziare Vincenzo e Antonietta se sono riusciti a ricostruirsi una vita e in queste ore la bacheca Facebook di Andrea-  il loro figlio maggiore che ha annunciato la morte della madre con un post struggente (ha guidato lui per più di 15 anni Sanpa dopo la morte del padre) - è stata invasa da messaggi di cordoglio e di ringraziamenti per questa grande donna. Una seconda madre per molti di loro.

Ho avuto l'onore di conoscere Antonietta dodici anni fa. La incontrai a san Patrignano, si celebravano i 30 anni della Comunità e la signora Muccioli mi concesse una delle sue rarissime interviste (leggi qui il testo integrale). Mi stregò il suo modo di fare: rispettoso, delicato, elegantissimo. Sembrava una nobildonna. Non dimenticherò mai una cosa che mi disse: 'Conosco tutti i ragazzi che sono passati qui dentro, per nome e cognome'. Io le chiesi: ma come fa? Ne sono passati ventimila.

Lei mi rispose: "Studio le loro schede, guardo e riguardo le loro fotografie. Se li incontro per i viali della Comunità devo saper dire: Ciao Roberto o ciao Antonella; E' un segno di attenzione. Sono uomini, non numeri. Quando arrivano qui loro pensano di essere numeri, la vita in genere li spinge ad essere numeri; scoprire invece che c'è qualcuno che li riconosce per ciò che sono come persone è un fattore decisivo".