Omicidio di Pierina, vacillano gli alibi. La nuora per 11 ore in questura: "Nessun elemento per indagarla"

La Bianchi sentita come persona informa ta sui fatti dal pm Paci e dalla squadra mobile Nella sua ricostruzione sarebbero emerse alcune discrepanze rispetto alle versioni precedenti

Rimini 1 novembre 2023 – Undici ore negli uffici della questura in piazzale Bornaccini. Undici ore – dalle 14 di lunedì fino quasi all’una di notte – passate a rendere sommarie informazioni testimoniali ricostruendo, insieme al sostituto procuratore Daniele Paci e agli investigatori della squadra mobile, il giorno in cui si è consumato l’omicidio di Pierina Paganelli, massacrata con 29 coltellate nel garage sotterraneo di via Del Ciclamino il 3 ottobre scorso.

Un racconto – quello fatto agli inquirenti da Manuela Bianchi, nuora della vittima – nel quale sarebbero però emerse alcune contraddizioni. Incongruenze circa gli orari, i rapporti familiari e le dichiarazioni precedentemente rilasciate nel corso dei due interrogatori ai quali Manuela si era già sottoposta. Minuscole crepe che comunque non alterano la posizione della Bianchi, del fratello Loris e del vicino di casa Louis Dassilva, i quali restano semplicemente persone informate sui fatti.

La convocazione in questura era stata programmata in seguito al sequestro del telefonino della figlia di Manuela, la 16enne che la sera dell’omicidio ha sempre dichiarato di essere rimasta tutto il tempo con la mamma e lo zio Loris.

Il colloquio della Bianchi in questura è stato condotto direttamente dal pm Paci e dal vice questore aggiunto Dario Virgili.

"Le contraddizioni sono normali in una ricostruzione così lunga", ha detto Davide Barzan, consulente difensivo dello studio legale Barzan insieme all’avvocato Nunzia Barzan che rappresenta la nuora, Loris e Dassilva, quest’ultimo ritenuto dagli inquirenti il presunto amante di Manuela.

"Ad esempio - ha aggiunto - la discrepanza tra gli orari dichiarati dalla ragazzina e quelli sulle foto fatte da Manuela e inviate a Loris è stata già chiarita perché l’orologio da muro nella cucina era regolato male. Le eventuali contraddizioni emerse non sono tali da procedere ad un’iscrizione nel registro degli indagati di Manuela Bianchi". Nel corso del colloquio, ha voluto precisare Barzan, "non si è parlato dei contenuti del cellulare della figlia di Manuela. Siamo infatti ancora in attesa dei risultati dell’analisi forense disposta sul telefono".

Nei prossimi giorni verranno nuovamente ascoltati come testimoni, la minore, lo zio Loris e Louis Dassilva, il senegalese vicino di casa legato da un’amicizia sentimentale con la nuora di Pierina. Infine, il consulente Ezio Denti, che ha lasciato l’incarico della difesa è stato ascoltato dagli inquirenti.