Omicidio di Pierina, sequestrato il telefono della nipote per verificare gli alibi

Preso dalla polizia: si cercano riscontri sull’ora in cui sono state scattate le foto a casa della nuora

Rimini, 29 ottobre 2023 – I giorni passano. Granelli che fluiscono in una clessidra di enigmi che di ora in ora aumentano nel vortice dell’indagine sull’omicidio di Pierina Paganelli.

I primi rilievi della squadra mobile sul luogo del delitto di Pierina (foto Migliorini)
I primi rilievi della squadra mobile sul luogo del delitto di Pierina (foto Migliorini)

Un vortice il cui occhio del ciclone vede al centro sempre quell’ambito familiare che gli investigatori hanno privilegiato nel ventaglio delle ipotesi da cui attingere per trovare l’assassino della 78enne trovata morta in via del Ciclamino. E lo privilegiano ancora. Almeno stando all’ultima azione investigativa in ordine di tempo compiuta dalla squadra mobile, diretta dal vice questore Dario Virgili, che venerdì sera ha provveduto a sequestrare il cellulare della nipotina di Pierina Paganelli: la figlia 16enne di Manuela Bianchi e di Giuliano Saponi.

Quella ragazzina che la sera del 3 ottobre scorso non si trovava con la nonna all’adunanza dei Testimoni di Geova, come era invece solita fare. Bensì a casa, con la mamma Manuela e lo zio Loris Bianchi, fermatosi in via del Ciclamino per una cena in famiglia con sorella e nipote. E sarà proprio l’attività del cellulare dell’adolescente in quel preciso momento quella più attenzionata dagli investigatori. La giovane, infatti, ascoltata dalla polizia in audizione protetta, aveva già riferito di ricordare l’uscita di casa dello zio Loris intorno alle 22.15. Orario che però cozzerebbe con quel 22.48/22.50, ora in cui Manuela Bianchi avrebbe scattato le foto che ritraevano Loris a quell’ora disteso sul pavimento dell’appartamento di via del Ciclamino, intento a giocare col cane (che non compare negli scatti).

Insomma, la lente degli inquirenti sarebbe tutta focalizzata nel ricercare elementi per confermare o smentire l’alibi di Loris Bianchi per l’ora in cui è stata uccisa Pierina (tra le 22.10 e le 22.15). E in tal senso potrebbe appunto risultare utile se non determinante il cellulare della 16enne, messo ’sotto vuoto’ per accertare presumibilmente anche la veridicità dell’orario a cui sono state scattate le foto di Loris sul pavimento, attraverso un incrocio con il momento in cui mamma Manuela ha inviato quelle foto alla figlia 16enne.

Ma in un mosaico di accertamenti che continuano senza sosta, la polizia coordinata dal sostituto procuratore Daniele Paci è al lavoro anche per verificare l’ora in cui sarebbe arrivato a casa Loris Bianchi. Il giardiniere fratello di Manuela avrebbe detto alla sorella di essere a casa intorno alle 23.30, ora poco prima della quale l’auto dell’uomo è stata anche ripresa da una telecamera di videosorveglianza vicino alla sua abitazione a Riccione. Ciò che però continua a tenere banco sulle scrivanie degli inquirenti è il fatto che da quelle immagini almeno non si vedrebbe la persona effettivamente alla guida dell’auto di Loris. Veicolo già finito a propria volta sotto esame, con il prelievo di campioni di sostanza biologica nel frattempo spediti a Roma nei laboratori della Scientifica per le analisi del caso.

Con il cellulare della nipotina di Pierina sotto sequestro cresce così la babele di reperti raccolti dagli investigatori, i quali continuano a lavorare senza escludere nessun profilo dalla propria lista di sospettati pur all’evidenza non avendo gli elementi per puntare con decisione su nessuno. Al di là dei sequestri e delle analisi o degli interrogatori a persone aggiornate sui fatti, ancora nessun nome compare iscritto nel registro degli indagati. Questo quando ormai i giorni della clessidra capovolta da quando Pierina è stata uccisa sono quasi diventati un mese.